Immagini dal Work Shop di fotografia sociale – Maranhao – Brasile – Luglio 2007

E’ nel corso di uno dei primi campi di lavoro e conoscenza Arci a Rio de Janeiro, all’interno della favela di Santa Marta a Rio, che nasce l’idea di realizzare un work shop sul campo per aspiranti fotoreporter sociali. La fotografia sociale infatti non è solo tecnica della foto, è innanzitutto contatto con le persone, immersione nella loro vita quotidiana, è farsi accettare sino al punto di scomparire, di diventare parte integrante dell’ambiente, è apparire come un elemento di quotidianità perché è solo in questo modo che si riesce a catturare la naturalezza delle situazioni senza alterarne l’equilibrio. E’ con questo spirito, con questa volontà che insieme a Giulio di Meo, fotografo professionista e collaboratore di Arci da diversi anni, abbiamo costruito questa esperienza in collaborazione con il Movimento Sem Terra Brasiliano, dando la possibilità a 4 aspiranti fotoreporter, di confrontarsi direttamente sul posto con le proprie possibilità e con i proprio limiti.
Il work shop si è svolto in contemporanea con il campo di lavoro e conoscenza Arci a cui hanno partecipato 11 volontari provenienti da tutta Italia. L’area prescelta è stata quella a sud ovest del Maranhao nella municipalità di Açailandia al confine con il Parà, una delle aree più critiche di questo stato in quanto soggetta a sfruttamento intensivo del latifondo e della monocoltura industriale (soia, eucalipto per la produzione di carbone vegetale da utilizzare in metallurgia, canna da zucchero), dove il confronto tra coltivatori senza terra e fazenderos è ancora molto aspro e dove, ancora oggi si applica e si sviluppa ogni giorno di più il lavoro schiavo, la nuova forma di schiavitù a cui sono costretti centinaia di migliaia di contadini senza terra.
03/09/2007

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