Si chiude il Forum Sociale Mondiale di Dakar con la proposta che nel 2013 si svolga in Europa

La delegazione internazionale per la Tunisia partirà entro poche settimane,
guidata dal Forum Sociale del Maghreb. Appena sarà possibile, si andrà in
Egitto. Il governo brasiliano si è impegnato ad accogliere un grande Forum internazionale sulla Palestina. I kurdi si preparano alla seconda edizione del Forum Sociale della Mesopotamia e hanno invitato il Consiglio Internazionale del Forum a riunirsi in autunno a Dyiarbakir. Nasce a novembre il Forum
Sociale dell’Asia del Sud, in Bangladesh. I migranti tornano da Dakar con l’impegno a costruire il 18 dicembre la prima Giornata globale di azione per i diritti. E migliaia di organizzazioni, dai sindacati alla Via Campesina, iniziano a costruire le reti nazionali che ci porteranno tutti a Rio a maggio 2012 per la riconversione ecologica della economia e della società, quando si riunirà il vertice dell’Onu Rio+20 sullo sviluppo sostenibile.
Il Forum Sociale di Dakar ha patito gravi difficoltà logistiche per la decisione dell’Università di concedere meno della metà delle sale necessarie, ma l’autorganizzazione ha fatto miracoli. Così come la forza organizzata di molti Forum africani, nati nel percorso da Bamako e Nairobi.
Le convergenze internazionali hanno costruito l’agenda e il piano di lavoro della
società civile globale per il prossimo anno e mezzo. L’elenco dei percorsi di azione, mobilitazione, incontri, campagne che sono stati definiti nelle quaranta assemblee finali sarà presto a disposizione.
La prossima riunione della struttura che organizza i Forum Sociali Mondiali si terrà invece a Parigi a metà maggio, nei giorni precedenti alla riunione del G8 in
Normandia. Ci sarà da parlare parecchio in Europa prima di questo incontro, dove si discuterà della proposta fatta dal gruppo dei promotori brasiliani, che ha provocato un grande dibattito nella riunione del Consiglio Internazionale del FSM.
Le organizzazioni che hanno inventato Porto Alegre e le sue regole, inclusa quella che impediva al Forum di svolgersi nel nord del mondo perché fosse il sud a guidare il percorso, hanno infatti proposto che il prossimo evento nel 2013 si svolga in Europa.
Il Vecchio Continente è in una difficoltà così grande, hanno detto, è dentro a una crisi oggettiva e una soggettiva incapacità di produrre una visione alternativa, e ha bisogno della solidarietà globale. Si è deciso di investigare
in profondità questa ipotesi insieme alle altre che si faranno avanti.
È una discussione che può aiutare molto noi europei, che non siamo riusciti a far vivere la forza e l’ampiezza dello schieramento di Firenze nel 2002. Un FSM servirebbe tantissimo, per darci forza e farci rimettere insieme.
Non è detto affatto che si riesca a crearne le condizioni, ma anche solo pensarci ci farà bene, ci costringerà a riflettere su noi stessi, e a trovare forse una dose maggiore di coraggio. Quella che serve per rimettere in circolo energie e intelligenze, cosa che il Forum Sociale Mondiale ovunque nel mondo riesce sempre a fare.
Info: bolini@arci.it

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