Campo saharawi: si parte ad aprile!

Dal 16 al 23 aprile 2011 partirà il campo di lavoro nel campo saharawi di El Ayoun ( Tinoduf-Algeria).

Il campo sarà l’occasione per conoscere da vicino la realtà dei profughi saharawi. I campisti alloggeranno presso le famiglie e parteciperanno agli incontri con le associazioni delle donne, dei giovani, visiteranno i centri sanitari, le scuole e consoceranno progetti realizzati dall’Arci in quei luoghi.

Per saperne di più sul campo:

Campi di lavoro > 2011 > Campi di lavoro Arci: le proposte per il 2011

Poichè il campo partirà tra poco il termine per l’iscrizione scade il 15 marzo 2011.

A breve quindi allegheremo il form per l’iscrizione da inviare alla mail: campidilavoro@arci.it

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1 Comments

  1. Yassine

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    Gruppo Giovani Rivoluzionari Saharawi “NON ALL’UTILIZZAZIONE DEI NOSTRI FIGLI PER SOSTENERE IL DITTATORE KADHAFI”, “NON AL DIKTAT DEL REGIME ALGERINO DI INVIARE NOSTRI RAGAZZI PER PARTECIPARE AL GENOCIDIO DEL POPOLO LIBICO”
    In seguito al vento che tira in Tunisia, Egitto e Libia contro la dittatura, le popolazioni saharawi nei campi di Tindouf manifestano il 05 marzo contro i dirigenti corrotti dell’organizzazione separatista Polisario guidata da Alias Mohamed Abdelaziz.
    L’inizio della rivolta a Tindouf era il 28 febbraio scorso con l’organizzazione della prima protesta davanti alla sede della cosiddetta presidenza del Fronte Polisario a Rabouni. Animata di un centinaio di famiglie saharawi che chiedono l’immediato rimpatrio di circa 400 figli inviati a studiare in Libia e un centinaio dei giovani saharawi reclutati dalle miliziani di Mohamed Abdelaziz, capo del Polisario, ed inviati in Libia per combattere con le forze di Mouammar Kadhafi.
    “NON ALL’UTILIZZAZIONE DEI NOSTRI FIGLI PER SOSTENERE IL DITTATORE KADHAFI”, “NON AL DIKTAT DEL REGIME ALGERINO DI INVIARE NOSTRI RAGAZZI PER PARTECIPARE AL GENOCIDIO DEL POPOLO LIBICO”, questi sono alcuni slogan della protesta. Ma, come sempre, la manifestazione è stata rapidamente dispersa con un intervento brutale dai miliziani armati ordinati dal capo del Polisario.
    Numerosi associazioni e gruppi si attivano nella clandestinità nei campi di Tindouf di Lahmada, hanno lanciato appelli alla popolazione saharawi di Tindouf per la rivolta contro il diktat di Mohamed Abdelaziz e suoi sbirri e contro il regime algerino che fornisce ai suoi accoliti un sostegno miope ed incondizionata.
    Inoltre, il gruppo “Giovani Rivoluzionari Saharawi” ha proclamato per il 05 febbraio un Sit-In davanti alla sede di Abdelaziz. In un comunicato, il “Giovani Rivoluzionari Saharawi”, precisa che al Si-In, le popolazioni intendono rivendicare “la giustizia sociale, la lotta contro la corruzione e il tribalismo, e di dare un nuova svolta alla questione del Sahara”.
    Il gruppo “Giovani Rivoluzionari Saharawi” ha manifestato il proprio sostegno al movimento “Khat Achahid” (La linera del martire) guidato dal Mahjoub Salek uno dei fondatori del Fronte, una corrente riformista dissidente del Fronte Polisario.
    Khat Achahid ha chiesto recentemente alle autorità algerine di autorizzare suoi militanti e simpatizzanti, la stampa indipendente e la società civile nazionale ed internazionale per rendersi ai campi di Tindouf per partecipare al Sit-In del 05 marzo. Ma l’Algeria rifiuta ogni richiesta per l’accesso ai campi da coloro che non sposano il separatismo.
    Secondo le ultime informazioni, gli autori dell’appello a manifestare, Aba Lahbib, già presidente di Daira Guelta, Said Zeroual e Baba Mouichen, sono stati arrestati e violentemente torturati dagli uomini di Ould Lakik.

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