Santa Fe: rafforzamento dei servizi socioculturali per lo sviluppo comunitario

A Cuba l’Arci  sta portando avanti un altro progetto finanziato dall’Unione Europea, ‘Santa Fe: rafforzamento dei servizi socioculturali per lo sviluppo comunitario‘. Con esso si intendono promuovere i processi partecipativi della società civile (e in particolar modo dei/delle giovani) per contribuire allo sviluppo sostenibile e prevenire le cause dei problemi sociali dell’area.

Qui di seguito una scheda sintetica del progetto.

Settore di Intervento: sviluppo sostenibile

Partner locale: Asociación Hermanos Saìz; Carretera Central

Ente finanziatore: Unione Europea

Altri partner: Arci

Durata: 30 mesi (01/2010 – 07/2011)

Area di Intervento: Santa Fe, L’Avana,  Cuba

Sintesi del progetto: Uno dei problemi di Cuba e dell’Avana in particolare, è l’esclusione di gran parte della popolazione dalle infrastrutture socio-culturali e ricreative. Teatri, cinema, musei e grandi eventi nazionali e internazionali si sviluppano per un 84% nel centro della città, lasciando fuori il resto dei cittadini che vivono nelle periferie. A causa dei problemi di trasporto e delle difficoltà economiche molte persone che vivono nelle periferie delle città soffrono di ‘isolamento culturale; ciò, unitamente alle difficoltà economiche porta una parte di giovani delle periferie ad essere facilmente reclutati da reti criminali o ad incaminarsi in percorsi di vita antisociali o criminali. Questa situazione si riscontra anche a Santa Fe, una delle periferie de La Avana. Qui sono presenti spazi culturali come il Cinema Oasis e la Casa della Cultura, che però hanno bisogno di essere riqualificati per far sì che possano diventare spazi effettivi per la coesione e l’inclusione sociale.

Il progetto prevede quindi la riqualificazione di questi spazi, a cui si affiancherà il lavoro di aiuto ai processi di creazione artistica e di formazione socio-culturale con i giovani e le giovani della comunità locale sulle tematiche che essi, e la comunità in generale, identificano come prioritari. Grazie all’instaurarsi di processi partecipativi si romperà l’isolamento della popolazione locale e dei giovani in particolare, che verranno formati nella cultura e nell’ espressione artistica e non violenta, strumenti utili per non cadere in comportamenti delinquenziali o dannosi per la società.

Per questo, il progetto prevede le seguenti attività:

  • ristrutturazione e riqualificazione del Cinema Oasis e del Centro Casa della Cultura, di modo che questi spazi abbiano le attrezzature necessarie per garantire una maggiore qualità nella realizzazione delle attività
  • realizzazione di programmi di formazione per il rafforzamento istituzionale degli attori culturali coinvolti.
  • realizzazione di laboratori creativi e di valorizzazione di varie forme d’arte; rafforzamento delle attività legate alla cultura popolare tradizionale
  • rafforzamento della promozione e divulgazione del programma di attività socio-culturali nella comunità di Santa Fe
  • realizzazione di un festival finale con la presentazione di tutti laboratori realizzati (danza, teatro, cinema, musica, ecc.)
  • implementazione di processi partecipativi e rafforzamento del protagonismo dei giovani di Santa Fe alla vita della comunità
  • realizzazione di mostre d’arte plastica e audiovisiva inn eventi locali, nazionali e internazionali
  • incontri e scambi di esperienze e di buone pratiche nel lavoro socio-culturale tra specialisti cubani e europei

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1 Comments

  1. PubClub

    Rispondi

    In queste circa cento righe, la raopla porto compare una sola volta: realizzando progetti pilota nelle riqualificazioni di aree degradate quali il Porto vecchio Non solo non c’e8 nulla sulla pretesa che venga finanziato il porto nuovo come pif9 volte promesso dal governo, ma si dice di riqualificare il porto vecchio sapendo che e8 impossibile, fino a che l’ONU non modifichere0 le sue disposizioni del 1947. Semba che venga avallata la speculzazione edilizia nel porto vecchio, quella gie0 in corso, che dovrebbe portare nelle casse dell’Autorite0 Portuale, circa € sette annuali per metro quadrato, edificabile, con posto barca, vista mare e centrale, per avere in cambio forse qualche decina di posti di lavoro. Con i canoni dell’edilizia popolare, si sarebbe guadagnato di pif9, sempre ammesso che sia possibile una modifica della destinazione d’uso. Personalmente, non posso condividere un programma cosec vago ed arrendevole . Mi piacerebbe che i triestini si rendessero conto che senza il porto, la citte0 non ha ragione di esistere. E che i nuovi traffici adriatici passeranno di qui, oppure passeranno altrove, ed in questo caso la Citte0 morire0 definitivamente. I cittadini di Cortina sanno che la montagna e8 la loro risorsa, quelli di Capri sanno che la loro e8 il mare. Possibile che tutti i triestini si siano rassegnati alla fine del porto? Possibile che si cullino in sogni di rilancio industriale senza tenere conto che nessuna industria ha ragione di esistere a Trieste senza essere in funzione del porto? Possibile che non ci si sia resi conto che tutte o quasi le nuove aziende nate a Trieste come spin off della Ricerca hanno dovuto aprire filiali altrove perche8 a TS si e8 decentrati dai mercati italiani?

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