Appello per Adama: una storia, molte violenze

E’ una storia che non può essere taciuta quella di Adama. E’ una storia che accomuna tante donne e migranti. Per questo ARCS ha deciso di aderire all’appello di Migranda per la liberazione dal CIE di Bologna e per la concessione di un permesso di soggiorno ad Adama.

Dall’appello per Adama: ‘Adama è una donna e una migrante. Mentre scriviamo, Adama è rinchiusa nel CIE di Bologna. È rinchiusa in via Mattei dal 26 agosto, quando ha chiamato i carabinieri di Forlì dopo essere stata derubata, picchiata, stuprata e ferita alla gola con un coltello dal suo ex-compagno (…).

Sappiamo però che ogni giorno è un giorno di troppo. Sappiamo che la violenza che Adama ha subito, come donna e come migrante, riguarda tutte le donne e non è perciò possibile lasciar trascorrere un momento di più. Il CIE è solo l’espressione più feroce e violenta di una legge, la Bossi-Fini, che impone il silenzio e che trasforma donne coraggiose in vittime impotenti.

Noi donne non possiamo tacere mentre Adama sta portando avanti questa battaglia. Per questo facciamo appello a tutti i collettivi, le associazioni, le istituzioni, affinché chiedano la sua immediata liberazione dal CIE e la concessione di un permesso di soggiorno che le consenta di riprendere in mano la propria vita’.

Il testo completo dell’appello si può trovare qui:  Appello per Adama.

Invitiamo tutte e tutti ad aderire.

Condivido sui social media!

Leave Comment

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *