Hanaa Shalabi espulsa verso la Striscia di Gaza

Dopo 43 giorni di sciopero della fame, Hanaa Shalabi, la donna palestinese posta dalle Autorità Israeliane in detenzione amministrativa a febbraio in quanto sospettata di appartenere a un movimento del Jihad islamico, ma senza incriminazioni formali, è stata espulsa verso la Striscia di Gaza per porre fine alla sua protesta. Secondo l’avvocato della donna, che non ha preso parte ai negoziati, si tratterebbe di un’espulsione forzata e potrebbe costituire un precedente pericoloso per produrrebbe pressioni su altri detenuti nelle stesse condizioni di Hanaa.
Arcs si unisce alla preoccupazione già espressa da molte organizzazioni internazionali sullo stato di salute della donna, gravemente provata dal prolungato sciopero della fame e di certo non agevolata da un’espulsione in una zona in cui le cure mediche sono limitate dal blocco israeliano.
E’ evidente che i trasferimenti forzati non possono costituire un’alternativa alla detenzione amministrativa: le Autorità Israeliane hanno il dovere di rispettare le leggi umanitarie internazionali, ponendo fine alle detenzioni arbitrarie e prestando adeguate cure mediche a tutti i prigionieri che ne abbiano bisogno.

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