Marco e Giorgio, due cittadini italiani arrestati dalle autorità israeliane

Il giorno 11 aprile 2012 sono stati arrestati due cittadini italiani,  Marco e Giorgio, dalle forze di occupazione israeliane nella città di Hebron, con l’accusa di partecipazione a manifestazione illegale  e violenza sui militari.

Si tratta di due attivisti impegnati in azioni non violente, che stavano partecipando alla Conferenza Internazionale per la Resistenza Popolare. Gli arresti sono avvenuti durante la pausa pranzo. Nella stessa operazione militare sono stati arrestati Issa Amro, noto attivista nonviolento del gruppo “youth against the settlements” di Hebron, e Abdellah Abu Rahma, coordinatore della conferenza.

Gli arresti hanno avuto luogo nella zona H2 della città, dove la schiacciante maggioranza di palestinesi vive sotto completo controllo israeliano, in balia delle angherie dei coloni ultrasionisti.

Secondo la console Anna Pappalardo, che  ha telefonato alla moglie di Giorgio, i due verranno deportati in Italia con il primo volo, senza processo. Il fatto che non vengano sottoposti a giudizio rende l’accaduto ancora più grave. Marco ha fatto sapere di voler resistere con ogni mezzo a sua disposizione al rimpatrio, chiedendo di essere sottoposto al processo.Vi invitiamo, pertanto,  a  mandare mail e telefonare, per chiedere il rilascio immediato degli attivisti. Tutte le istruzioni e maggiori info le trovate qui.

Vincenzo Vita, senatore Pd e presidente  dell’Associazione Nazionale di Amicizia Italia-Palestina, ha così commentato l’accaduto: “Siamo colpiti e disgustati per come i  soldati israeliani abbiano attaccato i partecipanti alla Conferenza Internazionale per la Resistenza Popolare di  Bil’in. Si tratta della settima conferenza quella che ha avuto luogo quest’anno nel villaggio di Bil’in dal 10 al 13 aprile 2012. Palestinesi, israeliani ed attivisti da tutto il mondo si ritrovano per discutere sulla lotta popolare ‘resistenza non violenta’ palestinese, della visione, delle tattiche e strategie. Rispetto agli scorsi incontri, la conferenza internazionale Bil’in 2012 si e’ tenuta in varie sedi, in tutta la Cisgiordania, inclusa Gerusalemme. Forse la Palestina iniziava a far sentire troppo la sua voce e i soldati israeliani hanno caricato i partecipanti e hanno arrestato sette palestinesi, due italiani, un francese e un altro cooperante internazionale. Adesso basta. Che intervenga – conclude – la comunita’ internazionale. Che si proclami una Palestina libera, che Israele faccia un passo indietro e deponga le armi. E il governo italiano batta un colpo”.

 

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