I volontari italiani tra i giovani di Klina. Storie di EVS in Kosovo.

Scritto da Gaetano Nardone, volontario partito a febrraio nell’ambito del progetto di servizio volontario europeo organizzato da ARCS.

E’ notte e il sonno tarda ad arrivare; sfoglio i miei appunti, non quelli scritti su un pezzo di carta ma quelli impressi nella mia mente e nel mio cuore. All’alba del terzo mese come volontari EVS siamo entrati nel vivo della nostra esperienza e abbiamo, ormai, metabolizzato tutte le differenze culturali di questo piccolo ma complesso Paese.

Non e’ stato un processo facile ma neppure cosi’ tanto difficile; e’ vero siamo volontari dall’Italia, un altro paese un’altra realta’ ma siamo e restiamo dei giovani tra i giovani del posto. Chiara ha preso in mano sin da subito la situazione – guidando il suo nutrito gruppo di ragazzi e ragazze – e sta svolgendo con disinvoltura il corso di lingua inglese, utilizzando la metodologia di apprendimento non formale con buoni risultati. Io, invece, sono alle prese con un buon numero di studenti e studentesse interessati all’apprendimento dell’italiano, riscontrando nei loro occhi non solo un profondo interesse ma soprattutto una gran voglia di conoscere e mettere in pratica quella lingua, spesso ascoltata nei bar e nei ristoranti o sdoganata in quei moderni canali comunicativi che oggi dominano la scena, in primis televisione ed internet.

Non e’ facile essere giovani a Klina, poche sono le attrazioni e le cose da fare qui; non c’e’ un cinema ne’ una discoteca o uno spazio pubblico come potrebbe essere una piazza centrale, spesso luogo di incontro e di relazione come accade in qualsiasi piazza d’Italia. In assenza anche di una Casa della Cultura, l’unico posto di aggregazione e’ senza dubbio il Centro Giovanile Ardhmeria che funge da luogo ponte tra scuola e casa e dove i giovani si riuniscono giornalmente, conducendo insieme ai volontari locali tutte le attivita’ previste, dai corsi di lingua all’alfabetizzazione informatica alle attivita’ socio – culturali. Nonostante il sole cominci a scaldare le prime giornate primaverili ed i tavoli dei bar inizino a riempirsi di gente, spesso giovani che non lavorano o studiano, la vita qui scorre in modo molto semplice e senza grandi sussulti, essendo Klina un paese di poco piu’ di 37.000 abitanti. Molti cercano svago nella capitale, raggiungibile facilmente in poco tempo e distante circa 50 minuti di macchina. Io e Chiara ci siamo sin dall’inizio promessi di voler cogliere al volo ogni singola situazione che possa portarci sia dentro che fuori i confini nazionali perche’ sappiamo benissimo che questa e’ un’occasione unica per capire a fondo cio’ che i Balcani offrono e cio’ che potenzialmente possono ancora offrire. In fondo, quello che abbiamo capito e’ che i Balcani non sono solo l’effetto contrastante tra il nazionalismo e una rakia (simbolo che unisce tutti i popoli balcanici) ma offrono anche momenti mistici come quelli che abbiamo vissuto al monastero orotodosso di Decani. L’avventura continua…

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