Bosnia e Rwanda, il lavoro sulla memoria.

Tra le varie mete dei campi di lavoro all’estero di quest’anno, vogliamo ricordarne due particolarmente importanti, in quanto legate alla conservazione della memoria storica. La prima è la Bosnia Erzegovina, dove il campo si trasforma in un foto safari ponendosi l’obiettivo di conoscere  il territorio e la comunità  ed osservarne i contrasti attraverso l’apparecchio fotografico. Il partner bosniaco, Foundation Imam petlju Gariwo, una rete di giovani impegnati nella partecipazione civile e nella cittadinanza, ci accompagnerà a conoscere Sarajevo, Mostar ed altre località e ci racconterà del proprio lavoro. Questo campo ci sta particolarmente a cuore visto che ricorre quest’anno il ventennale della guerra in Bosnia Erzegovina e dell’assedio di Sarajevo. Partecipare al campo, come ci chiedono i nostri partner, è un atto di solidarietà per non dimenticare e riflettere sulle ferite lasciate aperte da quel conflitto.

L’altra meta è il Rwanda,  un paese che ha subito un grande trauma a causa del genocidio del 1994. Lo scopo del campo di lavoro è quello di conoscere la realtà rwandese contemporanea, che non dimentica il genocidio  ma che anzi lavora sul passato per la costruzione di un futuro migliore.

Attraverso il campo si vuole mettere in contatto due realtà diverse, come quella italiana e quella rwandese, così da creare nuovi stimoli e spunti di lavoro per il futuro. Un particolare ruolo è svolto da SEVOTA,  l’associazione partner, che lavora sulla memoria del genocidio e la realizzazione di attività socio-culturali e generative di reddito per le donne e i giovani.

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1 Comments

  1. Pietro

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    Articolo interessante ! Mi sono iscritto al campo in Bosnia-Erzegovina, a cui spero di partecipare con grinta, ma cercando di prepararmi attraverso un non facile avvicinamento alla cultura locale, visto che parto quasi da zero, studiando un po’ prima per arrivare “sul campo” preparato, anche se è sempre difficile capire a fondo una cultura diversa dalla propria. Comprendere le culture che sono a pochi chilometri al di là delle nostre coste lo ritengo importantissimo, oltre che funzionale ad una generale crescita, soprattutto culturale, del nostro paese.

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