Palestina. Continua la “lotta delle pance vuote”

Dal 17 Aprile scorso circa duemila prigionieri  palestinesi sono in sciopero della fame per protestare contro le condizioni di detenzione delle carceri israeliane, l’uso arbitrario dell’isolamento, la negazione di visite famigliari per i detenuti da Gaza e la mancanza di accesso all’educazione universitaria.

I prigionieri, in particolare, protestano soprattutto contro la pratica legale della “detenzione amministrativa”, che permette alle autorità israeliane di incarcerare persone senza imputazioni, senza processo e per termini di 6 mesi rinnovabili indefinitivamente, solo perché ritenuti una minaccia contro la pubblica sicurezza.

La protesta, denominata significativamente “lotta delle pance vuote”, non sembra voler cessare, anche perché Israele non pare intenzionato a cedere terreno in questo campo, nonostante numerosissime ONG internazionali da tempo denuncino questa pratica come lesiva dei diritti fondamentali dell’uomo  e dei detenuti.

In questi minuti rappresentanti dei detenuti, secondo un Ansa, starebbero valutando un documento di compromesso elaborato con la mediazione dell’Egitto. Secondo indiscrezioni stampa Israele accetterebbe di mettere fine all’isolamento di una ventina di detenuti che godono di forte seguito; accetterebbe di ridurre il ricorso ad arresti amministrativi; e consentirebbe la ripresa delle visite dei familiari di reclusi originari da Gaza. Un portavoce del servizio carcerario ha detto comunque a radio Gerusalemme che per il momento lo sciopero continua

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