[cooperazione] Forum nazionale sulla cooperazione allo sviluppo: Perché?

Articolo del Dott. Iacopo Viciani (*)

L’obiettivo dell’evento di Milano di fine settembre è di creare un momento per fare incontrare le più alte cariche dello Stato con persone, associazioni, le aziende, il mondo dell’impresa, le comunità migranti e tutti coloro che voglio che la cooperazione sia parte della ricostruzione del profilo internazionale dell’Italia poiché è elemento centrale dell’identità del nostro Paese.

Organizzare il Forum è stata una scelta obbligata ma rischiosa; costringe ad uscire da una nicchia e confrontarsi con domande nuove e con un linguaggio anche per non addetti ai lavori. Il Forum punta a riportare la cooperazione tra la gente per farle ritrovare la sua legittimità e centralità tra le politiche pubbliche. La cooperazione allo sviluppo è stata inizialmente cooperazione e mobilitazione popolare, rappresentata dall’impegno degli italiani che hannodeterminato quella spinta ad istituzionalizzare la cooperazione allo sviluppo.

Anche in questi anni di drastico declino finanziario dell’investimento pubblico che ha portato quasi alla dismissione della politica di cooperazione, gli italiani hanno continuato a fare cooperazione allo sviluppo con il loro tempo e le loro donazioni. Tuttavia senza un segnale dalla politica ed un’alleanza costituente tra tutti gli attori anche la cooperazione degli italiani difficilmente potrà resistere.

Perciò il Forum non sarà una passerella di autorità che per due giornate si alternano su palco, ma la partecipazione sarà aperta e accanto ai saluti e alle parole delle istituzioni, vi saranno sessioni di lavoro aperte a tuti i partecipanti che discuteranno intorno ad alcuni nodi cruciali della cooperazione italiana. Ogni sessione di lavoro approverà un documento che, oltre a diagnosticare i problemi segnalerà alcune raccomandazioni d’indirizzo. Alcune, come la questione delle priorità strategiche o le priorità geografiche, informeranno la programmazione strategica successiva, altre saranno indicazioni di principio al Paese sul ruolo che deve avere la cooperazione  allo sviluppo. I lavori preparatori sono già iniziati con la costituzione di dieci gruppi di lavoro che prepareranno le discussioni per il Forum e con la possibilità di partecipare alle consultazioni on-line.

Il Forum sarà una mobilitazione popolare sul tema della cooperazione e si chiuderà con la presentazione del “Patto nazionale per la nuova cooperazione internazionale dell’Italia”, un manifesto d’intenti che definirà come l’Italia s’impegna in un mondo complesso in una fase cruciale e difficile per il nostro Paese. Si tratterà di una tappa intermedia, anche se importante, di una battaglia culturale che punta a riaprire il paese al mondo, dopo troppi anni d’introversione.

La partecipazione di tutti contribuirà a scrivere una nuova grammatica civile sulla cooperazione allo sviluppo. Per farlo c’è bisogno di coinvolgere giovani di portarli come voci protagoniste nel dibattito sulla cooperazione. Esiste una questione generazionale anche nel mondo della cooperazione che si riflette in linguaggi e temi talvolta non più adeguati e che deve essere affrontata.

Le discussioni del Forum aggiorneranno la mappa mentale di cooperazione incardinandola come politica autonoma e integrale dell’Italia, che sceglie di fare responsabilmente la sua parte nel mondo in maniera cooperativa per affrontare le sfide globali. Si tratta di affermare che la politica di cooperazione qualifica e innerva la presenza e l’azione esterna dell’Italia e non solo una componente strumentale alla sua politica estera.

(*) Iacopo Viciani è responsabile del programma sull’aiuto pubblico allo sviluppo italiano per ActionAid. Dal 2007 è ideatore e curatore del rapporto annuale di ActionAid sullo stato dell’arte e l’efficacia dell’aiuto allo sviluppo italiano,”Italia e la lotta alla povertà nel mondo” ed è il punto di contatto per l’Italia del network europeo che monitora gli aiuti pubblici allo sviluppo – Aidwatch. Ha coordinato analisi su come sia percepita localmente la cooperazione italiana in alcuni Paesi in via di sviluppo in cui opera, quali Etiopia, Afghanistan, Libano, Mozambico e Kenya. Dal 2009 coordina anche la task-force italiana delle Organizzazioni Non Governative sull’efficacia dell’aiuto

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