[progetti] Una delegazione laziale composta da tecnici e agricoltori sarà a Beit Doqu

Il percorso di confronto e sviluppo tra territori avviato nell’ambito del progetto “Sostegno per un Bio-Distretto a Gerusalemme” prosegue. Le attività che si susseguiranno nel corso delle prossime settimane a Beit Doqu (località compresa nel distretto di Gerusalemme e situata tra Gerusalemme e Ramallah) rientrano nell’ambito del progetto di cooperazione decentrata coordinato da AUCS e finanziato dalla Regione Lazio. Le attività sono svolte in partenariato con AIAB Lazio che ha favorito lo scambio di esperienze tra agricoltori e implementato la logica di intervento del Bio-Distretto anche attraverso lo strumento della cooperazione internazionale. Nel corso delle scorse settimane si è infatti svolta un’attività di accoglienza nel Lazio di una delegazione di agricoltori palestinesi con l’obiettivo di conoscere l’esperienza del Bio-Distretto della Via Amerina e delle Forre. Nello specifico l’obiettivo della missione attuale è quello di svolgere delle attività di formazione e studio in relazione alla realizzazione di un centro di compostaggio gestito dagli agricoltori locali, e all’implementazione di un centro di trasformazione dei prodotti coordinato da una cooperativa di donne all’interno del Beit Doqu Development Society, la controparte locale del progetto.
L’obiettivo del progetto è contribuire a migliorare le condizioni socio-economiche delle famiglie rurali del distretto di Gerusalemme, aumentando le opportunità lavorative stabili e durature nel settore agricolo e della trasformazione artigianale dei prodotti agroalimentari, promuovendo un modello di pace e sviluppo che valorizzi il capitale umano e le risorse locali in modo sostenibile. La soluzione proposta consta nel sostegno a quelle attività che concretamente garantiscono occupazione rifornendo al contempo i mercati locali di prodotti alimentari, ottenuti con metodi di produzione rispettosi dell’ambiente e delle persone che lavorano e vivono di agricoltura. L’agricoltura biologica è molto più di un metodo di produzione quindi, parliamo di modello di sviluppo e conversione dei territori secondo la logica di un Bio-Distretto. Si tratta di un’area geografica naturalmente vocata al biologico dove agricoltori, cittadini, operatori turistici, associazioni e pubbliche amministrazioni stringono un accordo per la gestione sostenibile delle risorse, partendo proprio dal modello biologico di produzione e consumo. Nel bio-distretto la promozione dei prodotti biologici si coniuga indissolubilmente con la promozione del territorio e delle sue peculiarità al fine di raggiungere un pieno sviluppo delle proprie potenzialità economiche, sociali e culturali. La realizzazione del progetto è stata possibile grazie alla collaborazione con altri partner: l’ARCS, l’Arci Viterbo, l’Università della Tuscia-DAFNE, e con il contributo della Regione Lazio.

Condivido sui social media!

2 Comments

  1. Pingback: Google Alert – TECNICI NEWS – Easy News Press Agency | Easy News Press Agency

  2. Alfa

    Rispondi

    Romano Amatiello scrive:Cara Renata,La Provincia, ha miemeasrnte fallito, per quanto riguarda la formazione e l’istruzione di nuove leve, da affacciare al difficile quanto maledetto mondo del lavoro.Mi spiego meglio: i C.F.P. organizzati oramai dalla Provincia e finanziati dal Fondo Sociale Europeo, fanno letteralmente schifo, e toccano davvero il fondo del ridicolo.La mia compagna e8 in cerca un lavoro da oltre dieci anni, ha frequentato uno di questi corsi a Roma, e lei, come tantissime altre persone che erano frequentatrici del medesimo corso, sono letteralmente scappate dalla scuola, in quanto sia il metodo d’insegnamento, il gruppo docente e, cosa ancora pif9 grave, il materiale didattico, sono risultati pessimi e assolutamente deficitari! A cosa servono, allora? Non era meglio quando la Regione organizzava questi corsi, che erano oltretutto pif9 numerosi?Passiamo alla Regione: ultimo concorso per entrarvi, effettuato lo scorso mese di luglio al Palalottomatica: mi permetta l’eufemismo, cara Renata una vera TRUFFA!!!!!Nei giorni seguenti le prove del suddetto concorso, gie0 sul Web si pubblicavano nominativi di gente parente eccellente di onorevoli, assessori, politici in genere, ecc..Ebbene, cara Renata, io voglio un sistema di formazione, scuola e meritocrazia che FINALMENTE RISPONDA REALMENTE AL MERITO DI CHI, OGGI, SUDA SETTE CAMICIE PER TROVARE UNA OCCUPAZIONE DECENTE, E INVECE VIENE COSTANTEMENTE PRESO IN GIRO LEGALMENTE .Non ne possiamo pif9 di questi calvari popolari, lavori fittizi o inesistenti, concorsi ultra truccati come il viso di Moira Orfei e la politica mafiosa e italiota del mi manda Picone! .La prego veramente di soffermarsi su quello che le ho scritto, augurandomi col cuore, una volta che lei siedere0 alla Pisana, che si riformino modalite0, corsi e leggi per garantire nel Lazio, ai cittadini meritevoli del Lazio, un lavoro decente anche a chi non e8 pif9 giovanissimo, aiutando anche le categorie protette, con mezzi e strumenti adeguati.La ringrazio ancora una volta per la Sua attenzione. In boccallupo per la sua campagna elettorale.

Leave Comment

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *