[arci] Arci a Monastir: Raffaella Bolini ci spiega perché

Raffaella Bolini, Responsabile Internazionali ARCI, ci spiega l’importanza di partecipare all’evento internazionale preparatorio del Forum Sociale Mondiale 2013 in Tunisia che si svolgerà a Monastir dal 12 al 17 luglio.

La primavera araba mostra le sue asprezze, a più di un anno di distanza.
E del resto, chi poteva illudersi che una lunghissima stagione senza democrazia, in una delle aree più complesse del pianeta, potesse risolversi in una marcia facile e senza ostacoli verso l’altro mondo possibile?

Grandi interessi internazionali si giocano nel futuro della regione, e i giocatori in campo sono tanti. Al contempo, lo scontro fra correnti culturali interne e differenti opzioni di futuro si fa più pesante ed esplicito, nelle complicate  transizioni democratiche così come nelle ribellioni e repressioni che continuano ad insanguinare il sud del Mediterraneo, e innanzitutto la Siria.

Una cosa, in uno scenario in continuo mutamento, però è certa: il passato non tornerà, e l’avvenire di una regione cruciale dipende dai rapporti di forza nazionali, regionali e internazionali che le forze democratiche e quelle oscurantiste riusciranno a costruire e mettere in campo nella prossima fase.

Per i democratici di tutto il mondo, e tanto più per quelli mediterranei, stare alla finestra, rimanere a guardare vuol dire nei fatti favorire la vittoria degli avversari, delle molte forze retrograde -e anche diverse fra loro- che cercano di portare a casa il risultato di una rivolta popolare, nonviolenta e meravigliosa iniziata lo scorso anno, che ha dato speranze di cambiamento a tutto il mondo.
A remare contro, dalle nostre parti, ci pensano già in tanti. E in primo luogo quelli che non si sporcano le mani con i massacri, ma distruggono in doppiopetto con la finanza e l’economia. La Commissione Europea, per esempio, sta cercando di imporre a tutti i paesi della sponda sud accordi di libero scambio approfonditi.

Dopo aver distrutto le economie familiari, di sussistenza e interne di molti paesi con gli accordi già firmati negli anni scorsi -contribuendo non poco a quell’aumento esponenziale di disoccupazione che ha fatto da scintilla alle rivolte- ora si vuole andare più a fondo.

Tutte le organizzazioni della società civile del Maghreb e Mashrek si stanno ribellando, ponendo innanzitutto un problema di legittimità democratica: Tunisia ed Egitto ancora sono nella fase transitoria, non hanno neppure le nuove costituzioni, e nessuno dovrebbe chiedere a istituzioni provvisorie di accettare provvedimenti che condizionerebbero pesantemente il futuro dei paesi coinvolti.

La società civile egiziana, d’altra parte, cerca interlocuzione con i parlamentari europei perché traducano in pratica le dichiarazioni che hanno sottoscritto, e facciano propria la proposta di una revisione del debito egiziano accumulato dal regime di Mubarak nei confronti dell’Europa. Parte di quel debito potrebbe essere dichiarato odioso o illegittimo, e dunque cancellato, liberando risorse per la ricostruzione sociale del paese.

Di fronte al pericolo che i frutti delle rivolte vengano colti dalle forze religiose oscurantiste, l’impegno europeo a sostegno della democratizzazione dovrebbe essere considerato una priorità assoluta, non fosse altro perché ne va anche del nostro futuro.

E invece, come ha detto Amre Moussa, ex Presidente della Lega Araba e amatissimo leader democratico egiziano candidato alla Presidenza, a una folta platea di europei riuniti dalla FEPS (la Fondazione Europea della Famiglia Socialdemocratica) “questa non e’ per voi europei una priorità. La politica di vicinato e’ debole, riluttante e discriminatoria. C’è bisogno di ricostruire una dimensione mediterranea che non sia basata sulla leadership europea ma su una partnership reale e paritaria”.

E’ con l’eco delle sue parole che in diversi ci apprestiamo a partire per Monastir, dove si terra’ l’evento internazionale preparatorio del Forum Sociale Mondiale 2013 in Tunisia, la prima volta nel Maghreb, la prima volta nella condivisa regione mediterranea.

Si riuniranno a Monastir dal 12 al 17 luglio, in rapida successione, il Consiglio Africano, il Comitato Maghreb-Mashrek, il Comitato Tunisino, il Consiglio Internazionale. Si decideranno le linee guida del Forum del prossimo anno, le piste di lavoro, le questioni organizzative, il processo di preparazione e mobilitazione.

A Monastir arriverà in quei giorni Boat 4 People, la flottiglia di barche tanto voluta dall’Arci e finalmente quest’anno organizzata da Migreurop che partirà dal Meeting Antirazzista di Cecina, e terminera’ poi il suo viaggio, dopo la tappa tunisina, a Lampedusa.

Il giorno dell’arrivo della flottiglia a Monastir, il 13 luglio, tutta la giornata sara’ dedicata al tema dei migranti, dei rifugiati e degli scomparsi in mare.

Inizierà così, con un viaggio al contrario sulla rotta dei migranti, il nostro percorso di avvicinamento al Forum Sociale Mondiale in Tunisia nel 2013. Non sara’ una passeggiata, in un paese attraversato da tensioni e da pericoli grandi, preparare un evento come questo.

Ma l’arrivo di migliaia e migliaia di democratici da tutto il mondo e’ un grande aiuto ai movimenti e alla società civile democratica tunisina, e quindi non c’e’ dubbio: bisogna che ci impegniamo.

Condivido sui social media!

Leave Comment

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *