Depositata al Senato la proposta di riforma della Cooperazione Internazionale: per il COCIS un’occasione perduta.

Sebbene una riforma della Legge 49/87 in grado di mettere la cooperazione del nostro Paese al passo con i tempi fosse attesa da almeno 15 anni, la società civile sta vivendo con grande frustrazione la presentazione in Commissione Esteri del Senato del disegno di legge unificato.

La nomina di un Ministro della Cooperazione e dell’integrazione da parte del governo Monti sembrava aver gettato le premesse per un cambiamento sostanziale e positivo. Un dibattito allargato alle rappresentanze delle Organizzazioni non Governative e a tutti gli altri attori coinvolti nella cooperazione e promosso dallo stesso Ministro Riccardi ha permesso di discutere ampliamente della riforma in vista del Forum conclusivo atteso per i primi di ottobre.

Tuttavia, l’iniziativa bipartisan del Senato brucia anzitempo le tappe senza rispondere alle attese, addirittura negando, prima ancora che si concluda, l’esperienza e l’esistenza di un Ministro della Cooperazione.

La proposta di legge, infatti, riconduce la Cooperazione nell’alveo degli interessi nazionali tradizionali curati dal Ministero degli Esteri, nega la complementarietà e sussidiarietà dei soggetti non statali a cominciare dalle Regioni, dagli Enti Locali e dall’insieme della società civile, non si attrezza per operare sui temi indicati nello stesso art.1 della legge “costruzione di relazioni paritarie, fondate sui principi di interdipendenza, partenariato, mutualità e sussidiarietà”; solo per citare alcuni elementi indicatori del mancato rinnovamento.

Secondo Cocis non serve una legge che non rappresenti una svolta e un adeguamento alla mutata situazione nazionale ed internazionale: per il futuro della Cooperazione allo sviluppo dell’Italia c’è bisogno di un vero e radicale cambio culturale.

Il COCIS, facendo appello ai parlamentari sensibili al futuro della cooperazione internazionale dell’Italia, chiede con forza che il testo sia oggetto di una profonda revisione anche e soprattutto alla luce dei risultati del Forum del  1 e 2 ottobre.

Condivido sui social media!

Leave Comment

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *