Il Libano rischia vuoti di potere

Dopo l’attentato dello scorso 19 ottobre che ha visto rimanere uccise otto persone, tra cui Wisam Hassan, il capo del servizio informazioni della polizia libanese, nello scoppio di un’autobomba in piazza Sassine, ad Achrafief, un quartiere di Beirut, la calma sembra essere tornata per le strade della capitale libanese.

Diversa, invece, la situazione nei palazzi del potere. L’autobomba, infatti, sembra aver “riacceso vecchi rancori e nuove polemiche sulla legittimità dell’esecutivo in carica e il suo grado di prossimità col regime di Damasco”. Le accuse partono prevalentemente dal Movimento Mustaqbal e dal suo leader Saad Hariri, ex primo ministro sostituito da Miqati quando nel gennaio 2011 il Partito Socialista Progressista di Walid Jumblatt fece venir meno la maggioranza parlamentare. Hariri accusa Miqati e il suo governo di complicità morale e collaborazionismo col regime di Damasco: l’omicidio di Wisam Hassan sarebbe da collegare, secondo Hariri, al suo ruolo giocato nell’arresto dell’ex ministro dell’informazione Michel Samaha, strettissimo collaboratore della Siria. Miqati non esclude questo collegamento, ma si dichiara del tutto estraneo alla vicenda e annuncia che le sue dimissioni potranno essere firmate solo quando verrà creato un governo che coinvolga tutte le forze in campo. La palla, quindi, passa al Presidente della Repubblica Michel Sulaiman, che dovrebbe verificare questa possibilità per scongiurare eventuali vuoti di potere.

L’Alto Responsabile degli Affari Esteri della Ue, Catherine Ashton, ha fatto visita a Salaiman appoggiando i suoi sforzi per scongiurare “vuoti politici”, sostenendo la permanenza di Miqati in questa fase di transizione per evitare caos e paralisi istituzionali. La Ashton si è detta preoccupata per la possibilità di uno sconfinamento della crisi siriana in Libano.

Un ultimo dato importante riguarda le violazioni dello spazio aereo libanese da parte di Israele: non vi è alcun elemento che colleghi lo Stato Ebraico all’attentato di Ashrafiyeh. Tuttavia è indubbio che queste violazioni stiano aumentando notevolmente la pressione su Hezbollah, parte fondamentale del governo Miqati, accusati di un coinvolgimento nella morte di Al-Hassan.

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