Appunti su raccomandazioni e priorità nella cooperazione internazionale tra Italia e Territori Palestinesi Occupati (OPT)

A cura della Piattaforma ONG Italiane Mediterraneo e Medio Oriente – Novembre 2012

Finalità generali Cooperazione Italiana negli OPT

Cooperazione allo Sviluppo con la Palestina come strumento concreto per la realizzazione di politiche pubbliche per lo sviluppo sostenibile, la democrazia e la pace, la coesione sociale, la lotta alla povertà e la riduzione delle diseguaglianze.

Contesto locale

Emergenza cronica in OPT ove le organizzazioni e le agenzie sono principalmente chiamate a rispondere ad una continua violazione della International Humanitarian Law nei Territori Occupati.

Come ONG italiane riteniamo essenziale operare ed essere interpreti di una strategia e di un’azione orientata sia a rispondere ai bisogni umanitari immediati, sia a favorire una transizione orientata ad uno sviluppo sostenibile, sia a promuovere azioni di advocacy in ambito (soprattutto) italiano ed europeo per il rispetto del diritto internazionale violato.

Raccomandazioni

1. Caratterizzare la Cooperazione Italiana con un quadro strategico unitario di riferimento in cui si integrino la risposta ai bisogni umanitari, il sostegno allo sviluppo sostenibile e l’azione di advocacy verso la comunità internazionale, europea ed italiana per il rispetto del diritto internazionale violato.

2. Coerentemente al quadro strategico di cui sopra, mantenere un ambito geografico di intervento inclusivo nei Territori Palestinesi,  che comprenda cioè la totalità degli stessi, ovvero Striscia di Gaza, Gerusalemme Est  e West Bank nella sua totalità, (ovvero non solo l’Area C).

3. Contestualizzare l’intervento della Cooperazione Italiana nell’ambito di analisi e programmazioni condivise a livello della comunità internazionale dei donatori, società civile e Autorità Palestinese  Ad es. il Consolidated Appeal Process (CAP), che contiene una analisi di contesto aggiornata e condivisa a livello di donatori internazionali, ONG e Autorità Palestinese (le ONG Italiane partecipano all’esercizio di analisi e programmazione nell’ambito del CAP tramite il sistema dei cosiddetti “clusters” settoriali coordinati dalle agenzie delle Nazioni Unite.)

4. Valorizzare negli interventi di cooperazione il ruolo e il coinvolgimento della società civile italiana e palestinese (ONG italiane e palestinesi). ONG italiane e palestinesi sono stakeholders fondamentali:

– per assicurare l’efficacia degli interventi (umanitari e di sviluppo) a livello locale,

– per la promozione della coesione sociale, convivenza pacifica e dialogo tra comunità, società civile e istituzioni,

– per l’affermazione del diritto internazionale, attraverso campagne di advocacy presso le istituzione italiane ed europee e la comunità internazionale per il rispetto dei diritti umani e contro la violazione del diritto internazionale.

5. Ricercare una peculiarità settoriale e metodologica della Cooperazione  Italiana negli OPT costruendo un programma coerente e integrato di intervento che valorizzi al meglio le risorse della società civile italiana (ONG), dei territori (decentrata),  del settore privato.

6. Garantire coerenza e finalità comuni a tutti gli strumenti della Cooperazione Italiana come (sul canale bilaterale) interventi a gestione diretta, progetti  promossi ONG, programmi di emergenza (fondi in loco sia  tramite ONG sia a gestione diretta) e (sul canale multilaterale) l’impiego dei fondi italiani gestiti tramite le agenzie delle Nazioni Unite (in questo caso promuovendo il coinvolgimento delle ONG e attori italiani).

7. Facilitare e snellire i rapporti tra ONG italiane e Autorità Palestinese, in particolare per quanto riguarda le pratiche di riconoscimento e registrazione delle ONG presso la Autorità Palestinese (ad es. la ANP attualmente richiede una rapporto finanziario auditato – relativo dal prossimo anno al 2012 – , che costa circa 2-3000$, che vanno a pesare sui budget progettuali e  che se non presentato entro inizio 2013 (impossibile averlo a inizio anno) comporterà il blocco dei conti correnti bancari)

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