Dichiarazione Association of International Development Agencies

American Friends Service Committee (AFSC); Action Against Hunger (ACF); ACPP; ActionAid; Care International; Community Housing Fund (CHF); CPT; DanChurchAid (DCA); Diakonia; Emergency Water Sanitation and Hygiene Group (EWASH); Fondazione Terre des Hommes Italia ONLUS; Gruppo di Volontariato Civile (GVC); Handicap International; HelpAge International; Japan International Volunteer Center (JVC); Kvinna til Kvinna; Life for Relief and Development; Medecins du Monde France; Medical Aid for Palestinians (MAP); medico international; Mercy Corps; Movement for Peace; Norwegian Church Aid (NCA); Norwegian People’s Aid (NPA); Norweigian Refugee Council (NRC); Oxfam; Polish Humanitarian Action (PAH); Save the Children; Seba; Secours Islamique France; Solidaridad International; Terre des Hommes Switzerland; The Swedish Organization for Individual Relief; The Carter Center; The Lutheran World Federation (LWF); The Overseas NGO; War Child Holland; World Vision Jerusalem-West Bank-Gaza

38 agenzie di aiuto umanitario mettono in guardia contro il pericolo di disastro umanitario a Gaza nel caso di prolungamento del confronto militare

Mentre si aggrava sempre più l’impatto della violenta escalation militare di questi ultimi giorni sui civili di Gaza ed Israele, un gruppo di agenzie di aiuto umanitario e di sviluppo ha invitato i leader mondiali ad agire rapidamente  per far rispettare il cessate il fuoco al fine di proteggere le vite e le infrastrutture della popolazione civile, e di evitare che a Gaza avvenga un disastro umanitario di vaste proporzioni a causa del confronto militare prolungato.

Le agenzie hanno dichiarato che la comunità internazionale deve fare immediatamente pressione sul governo di Israele affinché tenga aperti i valichi con Gaza per permettere l’entrata di forniture di aiuti umanitari indispensabili e affinché spinga tutte le parti coinvolte nel conflitto a porre fine alla violenza e a conformarsi agli obblighi del diritto internazionale.

 “I leader dei mondo non possono stare seduti mentre le morti di civili a Gaza ed Israele continuano ad aumentare” ha dichiarato Nishant Pandey, il direttore paese di Oxfam.

 “Dobbiamo urgentemente imporre un cessate il fuoco. L’attuale conflitto rischia di continuare a peggiorare l’impatto umanitario del blocco israeliano che dura da più di cinque anni e dell’operazione militare israeliana “Piombo Fuso” del 2008-2009. Non farà altro che aumentare la disperazione, creare maggiore insicurezza, e minare le possibilità di una pace giusta e durevole tra palestinesi ed israeliani” ha dichiarato.

L’appello delle agenzie giunge nel momento in cui i centri medici partner e gli ospedali di Gaza hanno annunciato che stanno terminando le medicine essenziali e le scorte mediche. Mentre la crescente violenza rende difficile i movimenti per le organizzazioni partner e per lo staff locale, le agenzie dichiarano che ci sono crescenti preoccupazioni quando si porta aiuto ai feriti e cibo ed altri beni di prima necessità ai bisognosi.

“Milioni di persone innocenti, tra cui donne e bambini, rischiano di essere sottoposte ad un tiro incrociato nella crescente violenza tra Israele ed Hamas. Stiamo facendo urgenti appelli a tutti gli attori, così come ai leader mondiali, affinché trovino una risoluzione politica e impediscano la perdita di altre vite umane. Se i leader mondiali non intervengono, Gaza cadrà in una nuova crisi umanitaria” ha affermato Aleksandar Milutinovic, direttore paese per Cisgiordania e Gaza, di Mercy Corps.

Visto che negli ultimi giorni ci sono stati feriti e morti tra la popolazione civile, le agenzie hanno dichiarato che la protezione dei civili deve essere messa come priorità per le parti in conflitto come evidenziato dal diritto umanitario internazionale. Hanno inoltre messo l’accento sul fatto che la protezione dei civili include anche le infrastrutture civili, così come alcune case che sono già state colpite da attacchi e bombardamenti.

“Save the Children è estremamente preoccupata per la recente escalation di violenza a Gaza ed Israele”. Ci sono bambini tra le vittime – e come sempre i bambini pagano il prezzo più alto durante un conflitto militare. Save the Children esorta tutte le parti coinvolte a porre immediatamente fine alle violenze” ha dichiarato Alex Schein, direttore paese di Save the Children.

Nel lanciare l’appello per la fine delle violenze, le organizzazioni hanno sottolineato la necessità che la comunità internazionale attui la risoluzione 1860 del Consiglio di Sicurezza dell’ONU, approvata a marzo 2009, che traccia le condizioni per il cessate il fuoco permanente ed una soluzione per la sicurezza di lungo termine per entrambe le parti.

“Il fallimento della completa attuazione della risoluzione 1860 del consiglio di sicurezza dell’ONU ha solo alimentato un ciclo di violenza che ora è necessario portare a termine. La comunità internazionale ha l’obbligo di agire per proteggere i civili ed è necessario fare una pressione immediata su tutti gli attori in gioco per fermare gli scontri e per iniziare a lavorare per la pace” ha dichiarato David Viveash, il field office director del Carter Center.

Con 1.6 milioni di palestinesi a Gaza che vivono ancora sotto assedio, tra cui più della metà bambini e più di 50.000 anziani, le organizzazioni hanno affermato che un’altra operazione militare non farebbe altro che aumentare le sofferenze delle persone con cui lavorano.

“I civili pagano il prezzo più caro quando c’è un fallimento della comunità internazionale”. CARE e i nostri partner palestinesi lavorano con famiglie che vivono ancora tra le macerie della loro case distrutte. E’ cruciale che coloro che detengono il potere, agiscano ora. Il costo umano di un altro confronto militare sarebbe troppo alto – il popolo di Gaza non può permettersi di cominciare a costruire le proprie vite un’altra volta” ha dichiarato David White, il direttore paese di CARE.

Per ulteriori informazioni o per programmare un’intervista con i portavoce dei media delle agenzie firmatarie o con i partner locali a Gaza, si prega di contattare: Willow Heske,  willow.heske@oxfamnovib.nl oppure 972 (0)597133646

Note

Secondo l’Agenzia dell’ONU OCHA, 1400 palestinesi sono stati uccisi nell’operazione militare “Piombo Fuso” tra cui 353 bambini, e sono state ferite 5300 persone. 13 israeliani sono morti durante “Piombo Fuso”, tra cui 3 civili.

Mercoledì 14 novembre 2012 Israele ha chiuso il passaggio di Kerem Shalom, il solo valico per i beni verso Gaza. Era stato riaperto il 18 novembre 2012 per permettere il passaggio di 124 camion, il 30% del numero medio di camion che entravano quotidianamente a Gaza prima del blocco.

L’Associazione delle Agenzie Internazionali per lo Sviluppo (AIDA) è un corpo di coordinamento di più di 80 agenzie per l’aiuto e lo sviluppo che lavorano nei Territori Palestinesi Occupati ed in Israele. Le 38 agenzie che hanno firmato questo comunicato stampa sono tutte membri di AIDA. Le dichiarazioni delle singole agenzie riflettono le posizioni individuali dell’agenzia e non la posizione officiale di tutti i membri di AIDA.

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