HLM GPDEC Mexico City: le conclusioni ed il comunicato finale

Contributo di Gemma Arpaia, ISCOS

Oltre 200 organizzazioni della società civile (CSO) hanno partecipato alla prima riunione ad alto livello (HLM) del Partenariato Globale per un’Efficace Cooperazione allo Sviluppo (GPEDC) e hanno sfidato tutti gli stakeholders a prendere impegni più stringenti.

Due anni dopo il Forum ad alto livello di Busan sull’efficacia degli aiuti ( HLF4 ), il Global Monitoring Report è stato presentato a Mexico City: il report, che comunque copre soltanto 42 paesi, ha mostrato che i progressi nella implementazione dei principi concordati a Busan sono stati lenti e non sempre soddisfacenti. La rete della società civile per l’efficacia (CPDE) riconosce che la HLM ha fornito uno spazio per il dialogo multi-stakeholder su temi chiave quali lo sviluppo inclusivo e l’eliminazione della povertà, la mobilitazione delle risorse interne, la cooperazione Sud-Sud, il partenariato inclusivo, il ruolo del privato nello sviluppo, ma il comunicato finale dell’HLM è il risultato di sforzi di mediazione tra i vari soggetti del partenariato, e non ci avvicinano agli obiettivi di efficacia dello sviluppo. Le CSO hanno spinto per impegni forti e misurabili, e contestato diversi punti durante le consultazioni.

All’HLM si sono ribaditi gli impegni in materia di sviluppo inclusivo, lo svincolo degli aiuti, la country democratic ownership, l’uso dei sistemi nazionali dei recipients; spazio ed approfondimento sono stati dati alla mobilitazione delle risorse interne dei paesi per una maggiore imposizione fiscale progressiva;  la parità di genere e l’empowerment delle donne, e il riconoscimento delle CSO come attori di sviluppo indipendenti sono stati riaffermati,  ma non sono elementi nuovi.  L’incapacità di impegnarsi in ulteriori questioni e a darsi tabelle di marcia e scadenze lascia preoccupati.

Il CPDE ha esortato i governi a garantire meccanismi di enabling environment per la società civile, così come l’Human Rights Based Approach  che devo essere concordato e attuato da tutti gli stakeholders e non solo dalle CSO. Ma su questi due punti non ci sono stati impegni concreti. Questo in netto contrasto con una apertura e promozione del settore privato, a cui si fa lo sconto di impegni sulla sua responsabilità, trasparenza e accountability.

Elemento di preoccupazione è anche l’assenza di Cina e India dal meeting e l’atteggiamento del Brasile restìo alla condivisione da parte delle economie emergenti degli impegni e delle responsabilità che si assumono i paesi tradizionalmente donatori. Se a Busan le economie emergenti sembravano essere convintamente dentro il processo dell’efficacia dello sviluppo, pur rivendicando ruoli e impegni differenziati, all’HLM hanno invece dimostrato di essere ancora molto scettici di far parte di un partenariato globale di cooperazione allo sviluppo.

Si è avanzati invece sul fronte della inclusività del partenariato: al meeting erano presenti, e sono tra i firmatari del comunicato finale, oltre agli attori “storici” da Accra in poi (governi, società civile, poi settore privato a Busan) anche rappresentanti dei Parlamentari, degli Enti Locali, delle Fondazioni Filantropiche.

Sarà importante per le CSO italiane, fare rete con parlamentari ed enti locali italiani per stimolare la loro partecipazione alle rappresentanze globali di queste costituencies.

I sindacati, presenti nel CPDE dalla sua costituzione, sono adesso anche stati riconosciuti come attori specifici e rappresentati quindi nel prossimo Steering Committee.

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