Venti anni dopo Pechino, le novità della Girl Declaration

girl_declaration_copertinadi Silvia Stilli

Dalla IV Conferenza Mondiale sulle donne di Pechino del 1995 ad oggi l’Italia, alle prese con la presentazione del rapporto quinquennale, registra preoccupanti ritardi sull’applicazione del Programma d’azione sottoscritto in quella sede. Se pure la partecipazione femminile diretta alla vita politica e anche l’assunzione di cariche apicali in contesti pubblici e del privato (profit e no profit) è andata aumentando, l’Italia segna uno dei più elevati tassi di disoccupazione delle donne, una bassissima percentuale di valorizzazione dell’apporto di genere nei media come opinion leader (16% vs l’84% degli uomini) e la violenza, soprattutto di coppia e familiare, che vede il mondo femminile vittima costante di gravissime lesioni personali e di omicidi. Nei mesi scorsi ong e associazioni impegnate per i diritti e l’empowerment di genere hanno presentato un rapporto non governativo che intende puntualizzare questi ed altri elementi di criticità, non emersi dall’analisi della coerenza delle politiche italiane di questi anni sugli impegni presi a Pechino. A Roma nella sede di Palazzo Marini, alla Sala delle Colonne, grazie al lavoro di Aidos, ong storicamente impegnata sulle tematiche di genere, è stato presentato un percorso assolutamente interessante, innovativo e ‘mediaticamente’ accattivante di informazione sulle condizioni di violazione dei diritti delle giovani e sulle loro aspettative, le sfide ideali e di azione concreta che intendono lanciare alla comunità internazionale: si tratta della Girl Declaration, un documento-testimonianza prodotto da 58 ragazze che vivono in Paesi impoveriti e/o scarsamente sensibili ai diritti umani, insieme ad operatrici e operatori di più di 25 organizzazioni non governative.

Il documento è stato scritto per le ragazze del mondo intero. È una produzione bellissima, serena, assolutamente positiva e stracolma di umanità e determinazione, volta a cambiare il destino globale dell’umanità, non certo splendido, partendo dal porre al centro proprio le giovani donne, che affermano la consapevolezza, purtroppo assai poco diffusa, di «essere la chiave per ogni soluzione sostenibile».

L’Arci ha accolto l’invito di Aidos a far parte di chi si confronterà sugli spunti della Girl Declaration, istituzioni e società civile. È intervenuta con la sua presidente, Francesca Chiavacci, in continuità rispetto all’impegno associativo di riservare una parte rilevante del proprio programma all’affermazione della pari dignità e dell’empowerment di genere: anzi, determinandone la trasversalità rispetto alle azioni prioritarie legate alla sua mission di attore di promozione sociale.

Link da cui scaricare il documento: www.aidos.it/ita/news/index.php?idPagina=1040

– See more at: http://wwww.arci.it/news/arci-report/arcireport/arcireport-33-16-ottobre-2014/venti-anni-dopo-pechino-le-novita-della-girl-declaration/#sthash.73OiiwYh.dpuf

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