Chiusura del progetto in Libano

copertina_chiusura_libanoLo scorso 17 ottobre si è concluso il progetto realizzato da ARCS in partenariato con l’Asssociazione Culturale di Hermel (CAH) nel nord della Bekaa, in Libano, dal titolo “Supporto ai rifugiati siriani e ai libanesi sfollati nel distretto di Hermel”, finanziato dalla Cooperazione Italiana allo Sviluppo nel contesto del Programma di Emergenza.

L’iniziativa, iniziata nel mese di aprile scorso, ha permesso di organizzare attività ricreative ed extra-curriculari con i bambini di 7 scuole primarie pubbliche di Hermel, selezionate sulla base della presenza di un numero rilevante di studenti siriani iscritti. In particolare, sono stati realizzati laboratori didattici, grazie al lavoro degli animatori della CAH, che hanno coinvolto 859 bambini tra i 6 e i 12 anni. Oltre a nozioni di igiene personale e tutela ambientale, i moduli avevano come focus i temi della fiducia in sé stessi e del rispetto dell’altro. Sono stati poi realizzati 5 spettacoli di marionette attraverso i quali sono stati affrontati temi come il diritto ad avere una vita dignitosa, accesso al cibo, a servizi sanitari, il diritto a non subire abusi e il diritto ad essere protetti da ogni tipo di rischio. Hanno partecipato non solo i bambini in età scolare accompagnati dalle famiglie ma l’intera comunità di Hermel. Scopo dell’attività è stato, infatti, quello di favorire i momenti di aggregazione e scambio tra la comunità rifugiata, siriana, e la comunità ospitante, libanese. Grazie a questo progetto si è potuto anche fornire del materiale alle scuole pubbliche di Hermel come computer, stampanti, fotocopiatrici, giochi e generatori. Alla cerimonia conclusiva, che si è svolta nella sede della CAH ad Hermel, hanno partecipato i direttori delle scuole coinvolte nel progetto, i rappresentanti dei genitori e le Autorità locali. A testimoniare il grande successo dell’iniziativa, ARCS ha ricevuto una lettera di ringraziamento dal Ministero dell’Istruzione e una targa da parte di una delle scuole coinvolte per l’importante lavoro svolto in un’area del Paese particolarmente colpita dalla crisi siriana.

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