Mostra fotografica e incontro con il movimento dei Sem Terra brasiliani

copertina_sem_terraRoma, Giovedì 30 ottobre 2014 

RIALTO SANT’AMBROGIO, Via di Sant’Ambrogio, 4 ORE 19 

Una serata dedicata ad incontrare il movimento dei Senza Terra brasiliani, tra fotografie e parole. Arci, Arcs ed il fotoreporter Giulio Di Meo presentano il 30 ottobre alle ore 21:00 presso il Rialto la mostra fotografica Terra Rossa, nella cornice di una serata dedicata al Brasile, in particolare alla necessità di una Riforma Agraria e alle conseguenze sulla vita dei contadini e alla storia del Movimento dos Trabalhadores Rurais Sem Terra (MST) negli ultimi 30 anni. Ospite della serata sarà l’economista João Pedro Stedile, tra i fondatori dell’MST, mentre Giulio Di Meo presenterà il libro “Sem Terra – 30 anni di storia, 30 anni di volti”, una raccolta di ritratti realizzati durante il Congresso Nazionale del Movimento, tenutosi nel febbraio 2014 a Brasilia.

Che cosa è il Movimento dos Trabalhadores Rurais Sem Terra 

Nato in Brasile nel 1984 per contrastare il modello di colonizzazione imposto dal regime militare degli anni Settanta, il Movimento dos Trabalhadores Rurais Sem Terra è un movimento politico-sociale di contadini senza terra, che lotta per la realizzazione della Riforma Agraria e per la ridistribuzione delle terre improduttive. Nemico del latifondismo e dello sfruttamento delle multinazionali dell’agricoltura, auspica il ritorno ad un’agricoltura familiare (questione attualissima da quando la FAO ha nominato il 2014 Anno Internazionale di questo tipo di agricoltura). Oggi è il movimento più grande dell’America Latina e riunisce più di 2 milioni di persone.

Il modello di lotta consiste nell’occupazione da parte delle intere famiglie attiviste dei terreni non utilizzati dai latifondisti o che impiegano lavoro schiavo e nella successiva richiesta, secondo il dettato costituzionale, di espropriazione e riassegnazione da parte dell’INCRA, l’Istituto Nazionale per la Riforma Agraria. Prima che l’insediamento si trasformi in accampamento stabile, le condizioni di vita sono difficili, spesso senza acqua e elettricità, esposti al freddo o al caldo. Questo processo può richiedere un periodo più o meno lungo e non sempre è pacifico. A volte lo scontro tra le parti è violento. I latifondisti più influenti ingaggiano veri e propri pistoleros per procedere agli sgomberi o addirittura è la stessa polizia federale ad intervenire duramente. Restano un triste ricordo il massacro di Eldorado de Carajas (Parà) nel 1996, ad opera dei militari, in cui persero la vita 21 attivisti e 69 rimasero invalidi e l’assassino della suora statunitense Dorothy Stang, uccisa nel febbraio del 2005 nella regione transamazzonica. I responsabili sono rimasti pressoché impuniti.

MST si basa su principi organizzativi ben definiti: la direzione collettiva, la divisione dei compiti, la priorità dell’educazione scolastica e della formazione politica, il legame prioritario con la base e la lotta di massa. Questi ultimi aspetti gli conferiscono il carattere popolare e poco settario, lo rendono aperto a persone provenienti anche da altri settori.

Riguardo l’educazione scolastica, i Sem Terra hanno ideato un modello didattico con le Scuole Itineranti o Scuole del Campo, per assicurare la possibilità di accesso all’istruzione a tutti gli attivisti degli insediamenti e accampamenti, spesso distanti dai centri abitati. Le Scuole Itineranti seguono i programmi statali ufficiali, integrandoli con la conoscenza dei principi e della storia dell’MST, e coprono tutti i livelli dell’istruzione obbligatoria in Brasile. Gli insegnanti spesso sono volontari, non necessariamente interni al Movimento, ma che decidono di appoggiare la causa in questo modo.

Dopo i governi Lula e Rousseff (Partito dei Lavoratori), dopo promesse e speranze, qualche passo in avanti i Sem Terra possono registrarlo, ma il Brasile attende ancora una Riforma Agraria Popolare, mentre le circa 50 imprese multinazionali che egemonizzano l’agricoltura del Paese proseguono secondo un modello basato sulla monocoltura, sull’uso massiccio dei veleni che contaminano gli alimenti, sull’allontanamento dei contadini dalle campagne. Un sistema che annulla la biodiversità, sfrutta il territorio e produce gravi conseguenze climatiche oltre che sociali, ma continua a essere proposto come l’unico modello possibile di sviluppo. Attualmente, l’85% di tutte le aree utilizzate sono destinate soltanto alla produzione di soja, mais, canna da zucchero, eucalipto e ai pascoli per i bovini. Tutto destinato all’esportazione, senza beneficio alcuno per il popolo brasiliano.

Ieri, 26 ottobre, si sono concluse le elezioni presidenziali a favore del PT. Ufficialmente la Direzione nazionale dell’MST aveva dichiarato il proprio appoggio a Dilma Rousseff non in forma subordinata, richiedendo una Costituente che riformi subito il sistema politico. I portavoce hanno affermato, in questo modo, la volontà di contrastare l’avanzata della destra reazionaria di Aécio Neves e della sua alleata Marina Silva, candidati conservatori favorevoli ad un ritorno al neoliberismo, contrari all’allargamento dei diritti e vicini al cosiddetto “gruppo dei proiettili”, che difende l’intensificazione di misure repressive, e ai gruppi padronali legati ai grandi poteri economici. Tutti elementi che andrebbero a minare, secondo la Direzione, 30 anni di lotta per la libertà e la giustizia sociale, contro la povertà e i soprusi.

Giulio Di Meo è un fotografo italiano impegnato da più di dieci anni nell’ambito del reportage e della didattica. Organizza workshop di fotografia sociale e street, in Italia e all’estero, e laboratori per bambini, adolescenti, immigrati e disabili per promuovere la fotografia come strumento di espressione e di integrazione. Considera il reportage come strumento per informare e denunciare, come mezzo di cambiamento personale, sociale e politico. Non lavora per agenzie, né per riviste e cerca di portare avanti i suoi progetti in modo indipendente. Collabora con diverse associazioni e ONG, in particolar modo con l’Arci, con la quale organizzata dal 2007 workshop in diverse realtà del Sud del mondo (Brasile, Cuba, Saharawi).

João Pero Stedile è un economista e attivista sociale brasiliano. Figlio di piccoli agricoltori della provincia di Trento, è diventato membro della direzione nazionale del MST, oltre che essere uno dei suoi fondatori. Dal 1979 partecipa alle attività di lotta per la riforma agraria attraverso il Movimento e la Via Campesina. Ha ricevuto la medaglia Mérito Legislativo, concessa a brasiliani o stranieri che portano avanti servizi rilevanti per la società.

Oltre a João Pedro Stedile, il cui lavoro è stato fondamentale per l’elaborazione del libro di Giulio Di Meo, questo progetto è stato portato avanti con la collaborazione di diverse associazioni: Arci, Arcs, Comitato Amig@s Mst-Italia, Fratelli dell’Uomo e Ya Basta. Il ricavato della pubblicazione andrà devoluto interamente al finanziamento della scuola politica dei Sem Terra, “Florestan Fernandez” nello stato di San Paolo.

Approfondimenti:

Sito ufficiale MST

Sito Comitato Italiano Amici MST

Sito di Giulio Di Meo

Sito dell’associazione Ya Basta

Sito dell’associazione Fratelli dell’uomo

Ufficio Stampa: Gemma Romano

Contatti: gemorina@yahoo.it

Circolo Arci Rialto Sant’Ambrogio – via di Sant’Ambrogio 4, Roma

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