IL DESERTO INTORNO – L’esilio dimenticato del popolo Saharawi

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di Valentina Roversi

Sarà pubblicato ad Aprile il nuovo libro fotografico di Giulio Di Meo, nato dalla collaborazione con l’Arci e la sua Ong, Arcs- Culture Solidali.

E’ possibile contribuire e sostenere questo progetto su Produzioni dal Basso, la piattaforma di crowdfunding per finanziare, senza filtri, progetti indipendenti.

Il Deserto Intorno”, questo il titolo, è un libro nato per documentare la vita e la quotidianità dei Saharawi, un popolo costretto a vivere da quarant’anni in campi profughi in una zona del deserto del Sahara conosciuta anche come “Il giardino del diavolo”, uno dei luoghi più ostili della Terra. Qui vivono, ancora oggi, circa 200.000 Saharawi in tendopoli o in case costruite in mattoni di sabbia, nella speranza di riconquistare la libertà, prima che la loro causa diventi una delle tante vicende dimenticate.

Le foto del libro, scattate tra il 2006 e il 2012, raccontano le storie di questa popolazione che resiste e lotta per vedere affermato il proprio diritto all’autodeterminazione, al ritorno nella propria terra d’origine.

 

Progetto: AFAPREDESA

Oltre a raccontare la vita nei campi profughi nel sud ovest dell’Algeria, questo libro vuole riportare l’attenzione sulla drammatica situazione dei Saharawi, attraverso le testimonianze di Elghalia Djimi, vice presidente dell’Associazione Saharawi per le vittime delle violazioni dei diritti umani commesse dallo stato del Marocco (ASVDH) e di Abdeslam Omar, presidente dell’Associazione delle famiglie dei prigionieri e desaparecidos Saharawi (AFAPREDESA).

Parte dei ricavati di questa pubblicazione saranno destinati a sostenere le attività dell’Associazione AFAPREDESA, nata nel 1989 come risposta civile e non violenta alle continue violazioni dei diritti umani perpetrate dal governo marocchino nei confronti dei Saharawi.

La fotografia, così, diventa non solo un mezzo per informare e sensibilizzare, ma anche uno strumento per coinvolgere attivamente in iniziative concrete e solidali.

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