La delegazione di ARCS al Forum Sociale di Tunisi

copertina_arcs_tunisidi Federica D’Amico

Siamo a Tunisi, per la seconda volta il World Social Forum si tiene in questa città, dove le forze democratiche continuano a battersi per la libertà di espressione e lo sviluppo di un sistema politico in grado di proteggere i diritti sociali ed economici della popolazione.

Il 23 marzo, ARCS ha partecipato al lancio dell’iniziativa Decent Work, Social Protection and Freedom of Association in the Middle East and North Africa: Mobilising for Social Justice by strengthening and promoting CSOs, social movements and (independent) trade unions’ role in reforms and democratic change: grazie a un finanziamento ricevuto dall’UE, una coalizione di 20 organizzazioni delle due rive del Mediterraneo, guidata da SOLIDAR, realizzerà per i prossimi 4 anni un progetto al fianco di associazioni ed ong di Marocco, Algeria, Tunisia, Egitto, Libano, Giordania e Palestina. L’obiettivo è quello di rafforzare il ruolo della società civile, dei movimenti sociali e dei sindacati indipendenti nel promuovere riforme democratiche finalizzate a favorire il lavoro dignitoso, la protezione sociale e la libertà di associazione. Per la prima volta una rete così ampia di associazioni e networks della società civile è riconosciuta a livello europeo ed ha l’opportunità di giocare un ruolo nello sviluppo delle prossime politiche europee nel mediterraneo.

Social protection in MENA region è invece il titolo del workshop organizzato questa mattina da SOLIDAR, UGTT, Global Progressive Forum e Arab NGO Network. Strettamente legato alla lunga attività di campagne e di advocacy realizzata a livello europeo e nazionale da SOLIDAR e dai suoi membri, l’incontro ha visto la partecipazione di sindacati, associazioni e rappresentanti del parlamento europeo e dell’ILO, concordi sulla necessità di garantire un quadro di protezione sociale nei paesi del Mediterraneo e in Europa. A tal proposito, Isabel Ortiz, Direttrice del dipartimento di Protezione Sociale presso l’ILO, ha posto l’accento sul fatto che il 73% della popolazione mondiale non goda attualmente di un’adeguata protezione sociale che va considerata, sempre più, come un diritto umano.

In chiusura, Richard Howitt, Membro del Parlamento Europeo, ha sottolineato che la sfida sia quella di garantire degli standard di protezione sociale e lavoro dignitoso, enfatizzando proprio sul concetto dell’universalità di tali diritti, sia nel lavoro formale che in quello informale, sempre più diffuso e meno protetto in tutti i paesi del Mediterraneo. I sistemi di protezione sociale devono essere basati su un approccio partecipativo, poter scaturire da un’alleanza tra le forze progressive del Mediterraneo e garantire a tutti il diritto a una vita dignitosa.

Come è stato ricordato, la lotta per il progresso sociale é fondamentale per lo sviluppo e il consolidamento della democrazia e della stabilità politica nella regione e, permettendo di dare protagonismo ed opportunità ai giovani cittadini, rimane l’arma più efficacie per togliere terreno alle forze violente ed estremiste e promuovere la costruzione di una società più giusta ed egualitaria.

 

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