Cosa portiamo a casa da Tunisi

copertina_tunisi_arcsdi Federica D’Amico, referente Nord Africa

Sotto una pioggia battente si è tenuta la scorsa settimana l’edizione 2015 del Social forum: Tunisi, per la seconda vota, ne è stata testimone.

Pochi giorni dopo il vile attacco al museo del Bardo, la paura non ha fermato migliaia di attivisti che da tutto il mondo hanno animato un’intensa settimana di dibattiti, assemblee e cortei nel campus Al Manar, e per le vie della città. Tantissimi giovani: dagli studenti e volontari che hanno reso possibile lo svolgersi dell’evento, alle organizzazioni della società civile di tutta l’area mediterranea, che all’unisono affermano che al terrore bisogna rispondere con la libertà, con la democrazia, con la giustizia sociale.

E proprio sulla tematica della giustizia sociale ARCS è da lungo tempo impegnata all’interno della rete SOLIDAR su un ampio processo di campagne e lobby su lavoro dignitoso e protezione sociale, insieme a molte altre organizzazioni europee e del mediterraneo. A Tunisi sono stati fatti passi in avanti su questo lavoro congiunto, e grazie alla collaborazione con Arab NGO Network, UGTT e Global Progressive Forum, abbiamo coinvolto rappresentanti di ILO e membri del Parlamento Europeo nella discussione, focalizzando l’attenzione sull’importanza di garantire degli standard di protezione sociale basati su un approccio partecipativo.

Un altro importante passo, simbolico, compiuto a Tunisi proprio in apertura del Forum, è stato l’inaugurazione della sede del nostro partner tunisino RAJ Tunisie – Réseau Alternatif Jeunesse, organizzazione che si è formalmente creata durante il World Social Forum del 2013, e che sosteniamo da tempo. Proprio da una nostra collaborazione con RAJ nasce un’idea progettuale che è stata finanziata dal NED – National Endowement for Democracy (un fondo americano per la democrazia) e che punta al rafforzamento delle capacità delle organizzazioni di e per i giovani e sulla loro mobilitazione per una cittadinanza attiva e democratica. Siamo particolarmente orgogliosi di questo piccolo traguardo che ci permette di supportare in maniera molto concreta un’organizzazione con cui condividiamo i valori di pace e democrazia, e l’approccio.

Inoltre questa attività a supporto del RAJ Tunisia, si iscrive in una collaborazione più ampia, avviata a livello regionale con le altre antenne RAJ del Nord Africa in particolare quella algerina. RAJ Algeria compie quest’anno 22 anni, e sul territorio nazionale rappresenta un’importante voce democratica, impegnata nella costruzione di uno sviluppo durevole e nella giustizia sociale. Insieme a loro stiamo elaborando un’importante proposta progettuale (che ha già superato una prima fase di valutazione) che punta sul capacity building della società civile locale, in particolare in materia di migrazione (guardando l’Algeria non solo come paese di partenza, ma anche come paese di arrivo di molti migranti sub sahariani) e di parità di genere.

In prospettiva l’idea è quella di costruire un network regionale che coinvolga anche il Marocco e l’Egitto, con le locali antenne RAJ, in un percorso di messa in rete delle esperienze e delle iniziative, per un Maghreb dei popoli che, partendo dalla constatazione di problemi comuni, possa cercare soluzioni condivise per la giustizia sociale e la libertà nella regione.objectif la construction d’un Maghreb des peuplesobjectif la construction d’un Maghreb des peuples objectif la construction d’un Maghreb des peuples

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