A novembre avvio delle attività socio-educative e della seconda fase della Rapid Employment Initiative

da utlbeirut.org

Continua il progetto “Coesione sociale, lavoro e infrastrutture per i rifugiati siriani e per i libanesi returnees” in corso nel distretto di Hermel, nelle aree di Al-Qasr, Kwakh e Sharbeyn, tre località rurali al confine con la Siria e particolarmente colpite dall’emergenza siriana.

Grazie all’attivo coinvolgimento della Municipalità di Al-Qasr, del partner locale L’Associazione Culturale di Hermel (CAH) e dello staff di ARCS, si sta concludendo in questi giorni la prima fase di lavoro dei primi 80 operai selezionati, 40 siriani e 40 libanesi, incluse le donne, che sono stati impegnati nella pulizia di strade, giardini ed edifici pubblici della cittadina alla frontiera con la Siria. Tutti i lavoratori coinvolti hanno seguito un traininginiziale sulla sicurezza sul lavoro, valore aggiunto del progetto in un Paese in cui non esistono formazioni specifiche sui rischi a cui s’incorre e le precauzioni da prendere nel caso di lavori manuali, e hanno ricevuto un kit da lavoro composto da guanti, giubbino catarifrangente, elmetto e mascherina. Tra novembre e dicembre, con l’avvio della seconda e terza fase di lavoro, altre 160 persone, tra cui 60 donne capofamiglia, verranno raggiunte dal progetto e si darà avvio alle attività socio-educative previste, ovvero corsi di alfabetizzazione per le donne e attività ricreative pomeridiane per bambini/ragazzi.

Decisamente molto positiva l’eco del progetto nella comunità di Al-Qasr, che può finalmente godere di spazi pubblici puliti e di tratti di strada sistemati, laddove la Municipalità non avrebbe le risorse economiche e fisiche per far fronte a certe attività. Questo favorisce anche una maggiore coesione sociale e un ritrovato senso di appartenenza alla comunità, sia da parte dei rifugiati siriani che dei libanesi, soprattutto returnees. Inoltre, in un contesto sensibile come quello di Al-Qasr e che subisce delle ripercussioni enormi rispetto a quanto avviene nella vicina Siria, è importante sostenere iniziative di Rapid Employment che offrono un incentivo al lavoro per giovani e persone vulnerabili e, allo stesso tempo, rappresentano un’alternativa ad un futuro possibile da combattenti nella vicina Siria.

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