Finalmente attiva l’Agenzia della Cooperazione Internazionale

di Silvia Stilli

L’Agenzia per la cooperazione internazionale dal 4 gennaio 2016 è operativa. La nuova Direttrice Laura Frigenti ha firmato l’incarico e il primo organico di esperti e funzionari trasferiti dalla DGCS è al lavoro. Adesso si tratta di completare lo staff con esperti esterni e di nominare i vicedirettori.

Su questi ultimi passaggi ci auguriamo che vi sia una valorizzazione di competenze ed esperienze del mondo non solo istituzionale, per dare ragione ad una vision della cooperazione internazionale che riporti la sostanza della L.125/2014, cioè l’approccio ‘di sistema’ e la forza del coinvolgimento di tutti gli attori oltre la Farnesina.

Le sfide che la nuova Direttrice afferma di cogliere, come pare dalle prime interviste, richiedono questa condivisione ampia nella loro gestione e le organizzazioni sociali intendono dare fiducia alle intenzioni e collaborare al rilancio di un’Italia solidale e fattiva nella lotta alle povertà,nell’aiuto umanitario,nella costruzione di politiche coerenti rispetto al tema dei flussi migratori e all’affermazione della pace, per una sostenibilità ambientale e sociale verso il 2030.

Questi i macrotemi evidenti. Agenda impegnativa, che parte con un impegno del budget dello Stato dedicato di cui stiamo aspettando ancora la specificazione dei settori di intervento, le tabelle di ripartizione per azioni (multilaterale, bilaterale, etc), quindi gli strumenti. Le Linee guida programmatiche triennali di cooperazione internazionale sono state redatte e approvate con un coinvolgimento marginale dei componenti del Consiglio Nazionale della Cooperazione allo Sviluppo, che le hanno recepite e commentate ‘a cosa fatta’.

Vi è l’impegno governativo a riaggiornarle a partire da subito, già per il 2016, anche perché nel frattempo si è chiuso il processo del post 2015 a livello globale. Siamo pronti e preparati, non vediamo l’ora, come no profit solidale, di essere sentiti e coinvolti.

Ma l’Agenzia non è, lo sappiamo bene, l’ente di gestione dei soli fondi pubblici: deve attrarre altre risorse,a partire da quelle europee,dai fondi internazionali, per investirli nella cooperazione condivisa,di protagonismo delle organizzazioni sociali, delle autorità locali,degli enti universitari e di formazione, degli altri attori. A partire dalle prossime settimane si avvierà fattivamente il dialogo tra la Direttrice Frigenti e le rappresentanze ong e sociali per la definizione delle modalità di accesso degli attori no profit ai finanziamenti dell’Agenzia, attraverso la redazione di un elenco specifico.

L’AOI, associazione delle organizzazioni di solidarietà, cooperazione e volontariato internazionale, cui Arcs aderisce,si è espressa per un percorso di massima inclusività nel quadro di valorizzazione delle competenze,in una logica di capacità di costruire dei veri partenariati tra territori e comunità, certi dell’attenzione della Direttrice per il suo curriculum e la sua sensibilità.

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