Oxfam: 62 supermiliardari hanno quanto la metà più povera della popolazione – @repubblicait

da repubblica.it

MILANO – Il mondo economico e finanziario si prepara al summit di Davos e l’organizzazione non governativa Oxfam ricorda a tutti qual è il grande divario tra ricchi e poveri che ancora ci portiamo dietro: il patrimonio accumulato dall’1% dei più ricchi al mondo ha superato lo scorso anno quello del 99% della popolazione mondiale, con un anno in anticipo rispetto alle previsioni. I dati arrivano proprio nell’anno in cui altre ricerche dicono che la povertà assoluta si sia contratta più del previsto, ma ciò non toglie nulla alla divaricazione della forbice tra chi ha molto e chi poco o nulla. Lo scarto tra i super-ricchi e il resto della popolazione si è accresciuto “in modo spettacolare negli ultimi 12 mesi”, constata il rapporto di Oxfam che si intitola “un’economia al servizio dell’1%”.

INFOGRAFICHE

Non è questo l’unico dato impressionante raccolto dalla Ong. Nel rapporto si dice infatti che i 62 supermiliardari più ricchi del mondo hanno una ricchezza equivalente a quella della metà più povera della popolazione mondiale. La Ong usa i dati che arrivano da Forbes, che stila la classifica dei più ricchi del mondo: Bill Gates in testa, poi Carlos Slim e Warren Buffett sul podio, solo per citare i primi.

Dal 2010, 3,6 miliardi di persone, la metà della popolazione mondiale, ha visto la propria quota di ricchezza ridursi di circa 1.000 miliardi di dollari: una contrazione del 41%, nonostante l’incremento demografico abbia registrato 400 milioni di nuovi nati nello stesso periodo. I 62 super-ricchi hanno invece registrato un incremento di oltre 500 miliardi di dollari, arrivando così ad un totale di 1.760 miliardi di dollari, in un contesto che continua a lasciare le donne in condizione di grave svantaggio (perfino tra i 62 super-ricchi solo 9 sono donne), è l’analisi di Oxfam. Una situazione di disuguaglianza che si registra anche in Italia.

I dati sulla distribuzione nazionale della ricchezza del 2015 evidenziano come l’1% più ricco degli italiani sia in possesso del 23,4% della ricchezza nazionale netta. Una quota, quella registrata in Italia da Oxfam, che, in valori assoluti è pari a 39 volte la ricchezza del 20% più povero dei nostri connazionali. Significativo osservare anche come l’incremento della ricchezza dal 2000 al 2015 non si sia distribuito equamente: oltre la metà è andata a beneficio del 10% più ricco degli italiani. Per “non vanificare i progressi nella lotta alla povertà” conseguiti nell’ultimo quarto di secolo, Oxfam chiede quindi ai leader mondiali di “agire con urgenza contro l’aumento vertiginoso della disuguaglianza, partendo da un primo passo: la messa al bando dei paradisi fiscali”. E per raggiungere lo scopo lancia la petizione online “Sfida l’ingiustizia! Dì basta ai paradisi fiscali”.

Una parte aggiuntiva del rapporto riguarda gli investimenti offshore: dal 2000 al 2014 sono quadruplicati e si calcola che 7.600 miliardi di dollari di ricchezza di privati individui

(una somma equivalente ai tre quarti della ricchezza netta delle famiglie italiane nel 2015) sia depositato nei paradisi fiscali. Se sul reddito generato da questa ricchezza venissero pagate le tasse, si fa notare, i governi avrebbero a disposizione 190 miliardi di dollari in più ogni anno.

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