Solidarietà a Yilmaz Orkan

Pubblichiamo il comunicato stampa di condoglianze a Yilmaz Orkan del Consiglio Internazionale del Forum Sociale Mondiale. ARCS, così come le organizzazioni della società civile italiana, conoscono bene Yilmaz e il suo coraggioso impegno: a lui va il nostro abbraccio sentito e commosso per la recente perdita del fratello e del nipote.

Solidarietà a Yilmaz Orkan

Esprimiamo le nostre condoglianze a Yilmaz Orkan. Suo fratello e suo nipote sono stati uccisi dalle forze speciali di polizia del governo turco il 10 gennaio 2016 nella città di Van. Esprimiamo anche tutta la nostra solidarietà con il popolo curdo che resiste alla repressione dello stato turco dall’estate del 2015.

Da molti anni Yilmaz Orkan è un componente attivo del Consiglio Internazionale del Forum Sociale Mondiale in rappresentanza del Kurdish Network. Rappresenta un movimento che è un attore importante in Medio Oriente per la democrazia, la pace e la diversità culturale. Apprezziamo il suo coraggioso impegno, così positivo per il nostro lavoro. E siamo vicini ad un amico attivista che deve sopportare una così grande perdita.

Suo fratello Siddik Orkan e suo nipote sono stati uccisi mentre erano in un appartamento con altri dieci giovani attivisti politici a Van. Le forze speciali di polizia hanno circondato l’appartamento e lo hanno attaccato con le armi senza preavviso. Non ci sono stati scontri, è stata una esecuzione da parte delle forze di sicurezza, come riportato da organizzazioni dei diritti umani e personalità indipendenti.

Già nel 2015 un altro nipote di Yilmaz Orkan era stato ucciso difendendo Rojava – la regione liberata popolata da curdi nel nord della Siria – contro l’organizzazione terroristica dello Stato Islamico.

Questo atto brutale è parte della guerra recentemente iniziata dal governo turco contro la popolazione curda nel Kurdistan del nord e contro la popolazione solidale con i curdi. Dopo la rottura del tavolo negoziale con i kurdi, più precisamente con Ocalan, il PKK e l’HDP nella primavera del 2015, e la sconfitta nelle elezioni parlamentari del giugno 2015, lo stato ha deciso di iniziare una guerra che ha preso il via il 24 luglio del 2015. Il Movimento per la liberazione curda si è dovuto difendere e ha risposto con la dichiarazione di autogoverno in circa 30 città.

I risultati della intensa repressione del governo turco sono migliaia di persone detenute, fra le quali 18 sindaci, più di 10.000 ettari di foresta bruciati sistematicamente, coprifuoco in dieci città per diverse settimane che ha portato alla loro parziale distruzione e a esodi forzati a causa di bombardamenti sistematici, più di 300 civili uccisi dalle forze di polizia e dall’esercito turco; ci sono stati inoltre molte centinaia di morti fra le forze turche e kurde. Nelle ultime due settimane il governo ha persino attaccato 2000 accademici che avevano sottoscritto un appello contro la sporca guerra del governo turco in Kurdistan, iniziando ad arrestarli e a licenziarli.

Non ci sono dubbi. Il governo turco deve ritornare al processo negoziale con il serio obiettivo di raggiungere una pace che porti al riconoscimento dei diritti dei kurdi e degli altri gruppi oppressi in Turchia.

 

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