Respingimento di migranti e rifugiati in Danimarca: non fate passare la legge L-87!

Questo il comunicato stampa della Rete Euromed Rights, dell’Associazione Europea per i diritti umani e della Federazione Internazionale dei Diritti Umani sulla discussa legge danese che prevede la confisca dei beni ai richiedenti asilo.

26 Gennaio 206. Il Governo e il Parlamento danese stanno per approvare una legge molto discussa sull’ingresso e il soggiorno di stranieri, che prevede la confisca dei beni dei richiedenti asilo.

La Rete Euromed Rights, l’Associazione Europea per i diritti umani e la Federazione Internazionale dei Diritti Umani sono inorridite dalla politica di chiusura delle autorità danesi, che va contro i diritti umani dei migranti.

Il progetto di legge abbassa in modo considerevole gli standard dei diritti umani. Prevede il sequestro dei beni personali, l’inasprimento delle regole per la residenza permanente e un accesso ristretto alla riunificazione familiare, per chiedere la quale si dovranno versare circa 1000 euro di spese amministrative.

La legge è stata ufficialmente presentata come un disincentivo per migranti e rifugiati ad arrivare in Danimarca. È parte di una serie di altre misure adottate negli ultimi mesi, incluse le campagne pubblicitarie su quotidiani libanesi per diffondere disinformazione sulla legge sul diritto di asilo in Danimarca, e la detenzione per richiedenti asilo in arrivo o respinti sancita dalla legge L-62 adottata il 20 novembre 2015.

Dal 2014, ai rifugiati che subiscono violenza indiscriminata ma non persecuzione individuale nel loro paese è garantita la protezione temporanea per un anno – non vengono riconosciuti come veri e propri rifugiati. La maggioranza delle persone a cui viene riconosciuta la protezione temporanea sono uomini soli e minori non accompagnati.

Secondo le nostre organizzazioni, le donne che vivono in zone di guerra come la Siria, dove la violenza sessuale è usata come arma di guerra, dovrebbero essere riconosciute come rifugiate a tutti gli effetti. Inoltre, nonostante la frequente vulnerabilità dei componenti familiari che rimangono nel paese di origine o di transito, il tempo legale di risposta alle richieste di riunificazione familiare richiesta da persone con la protezione temporanea è stato esteso da uno a tre anni.

Le autorità danesi violano i loro obblighi internazionali, in particolare il diritto alla vita privata e familiare protetta dalla Convenzione Europea sui Diritti umani e il principio del miglior interesse dei bambini che è previsto nella Convenzione Internazionale dei Diritti dell’Infanzia.

Le nostre organizzazioni sono profondamente sconvolte dalle misure di confisca comminate per sequestrare i beni personali dei richiedenti asilo, incluse le fedi nuziali e altra gioielleria, per sostenere il costo del loro soggiorno. Ricordiamo che la legge danese già prevede la possibilità di sequestrare ai richiedenti asilo fino a 1.500 euro al loro arrivo in Danimarca.

La narrativa corrente e le misure prese dalle autorità rafforzano la stigmatizzazione degli stranieri ed esalta la xenofobia che è in crescita, a partire dal recente picco di popolarità del Partito del Popolo Danese nelle elezioni generali di giugno 2015.

Mentre oggi si riunisce il Consiglio della UE ad Amsterdam, chiediamo agli Stati membri la massima vigilanza riguardo questi pericolosi sviluppi. L’Europa deve rispettare i suoi obblighi legali secondo le convenzioni internazionali così come il suo dovere a fornire una accoglienza degna e degne condizioni di integrazioni, praticando una solidarietà collettiva ed effettiva nonché meccanismi di accoglienza, e non optare per misure restrittive unilaterali e restrittive di respingimento.

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