Quel coro di “No” che crea un unico grande campo profughi nel cuore d’Europa – @repubblicait

da repubblica.it

ROMA – Al momento, le agenzie di stampa di tutta Europa non fanno che riferire un coro di “No”, di rifiuti ad aprire le proprie frontiere per sbloccare il tragico ingorgo di migranti che s’è creato un po’ in tutta l’area balcanica, trasformata così in un gigantesco campo profughi improvvisato, preda di mafie e “avvoltoi” di ogni sorta, ridotta in una regione semi-autonoma e “libanizzata” nel cuore dell’Europa, dove i fili spinati aumentano e si allungano pericolosamente.

In Macedonia. Sono stati trattenuti in Macedonia circa 700 migranti che ieri erano riusciti ad attraversare il confine greco-macedone, chiuso da una settimana. Lo ha confermato Giorgos Kyritsis, portavoce dell’organo di coordinamento della politica migratoria in Grecia. “Se ci sarà una richiesta delle autorità per riprenderli, allora la esamineremo”, ha aggiunto, parlando alla radio pubblica Ert, Ellinikí Radiofonía Tileórasi, l’azienda radiotelevisiva di stato greca. “Non c’è alcun automatismo, seguiremo le procedure”. Alcune decine di persone sono invece state bloccate all’ultimo momento e stanno facendo ritorno al campo di Idomeni, dove oggi è atteso il commissario europeo per le Migrazioni Dimitris Avramopoulos. Tra questi molti neonati e bambini, costretti a percorrere circa 8 km a piedi dopo una notte passata al freddo e sotto la pioggia. Secondo una fonte della polizia, nella notte le autorità macedoni avrebbero riportato in Grecia con dei camion altri gruppi di persone che ieri hanno attraversato illegalmente il confine. L’agenzia Anadolu riferisce che tra le queste persone ci sarebbero anche una trentina di giornalisti, che stavano seguendo i rifugiati nel loro viaggio.

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