Libano: conclusa la labour intensive initiative a favore di rifugiati siriani e libanesi vulnerabili nella municipalità di al-Qasr

IMG-20160427-WA0003 Si è svolta mercoledì, 27 aprile, la cerimonia conclusiva del progetto “Coesione sociale, lavoro e infrastrutture per i rifugiati siriani e per i libanesi più vulnerabili” implementato da ARCS, in partenariato con l’Associazione Culturale di Hermel e la Municipalità di al-Qasr nel distretto di Hermel (Nord Bekaa). Il progetto, che ha avuto una durata complessiva di 12 mesi, è stato realizzato nei territori di Al-Qasr, Kwakh e Sharbeyn, tre villaggi rurali particolarmente colpiti dall’emergenza siriana. L’obiettivo dell’iniziativa è stato quello di rafforzare la capacità di resilienza dei rifugiati siriani, dei libanesi returnees (famiglie libanesi che vivevano in Siria prima del conflitto) e della comunità di accoglienza in termini di lavoro e coesione sociale permettendo, allo stesso tempo, il rafforzamento delle infrastrutture pubbliche e delle capacità operative della Municipalità di accoglienza. IMG-20160427-WA0005Attraverso la creazione di opportunità lavorative per 276 beneficiari (uomini e donne), l’azione ha permesso ai rifugiati siriani e ai libanesi più vulnerabili, in particolare capifamiglia, di migliorare la loro situazione economica e di accedere autonomamente ai beni di prima necessità. Fondamentale attraverso questo tipo di labour intensive initiative è dare la possibilità a chi ha visto peggiorare le sue condizioni di vita in seguito al conflitto in Siria, di tornare a vivere lavorando, non soltanto grazie agli aiuti umanitari, e di ritrovare un senso di partecipazione e appartenenza alla comunità attraverso l’impegno in lavori utili per tutti i cittadini. Di fianco all’iniziativa di Labour Intensive, il progetto ha previsto la realizzazione di azioni di coesione sociale per uomini, donne e bambini. 276 lavoratori hanno infatti partecipato a corsi per la promozione della sicurezza sul lavoro, mentre 180 donne sono state coinvolte in corsi di alfabetizzazione e campagne di sensibilizzazione in tema di igiene e salute. Infine, circa 300 bambini e ragazzi hanno partecipato per sei mesi alle attività socio-ricreative pomeridiane previste dal progetto con l’obiettivo primario di creare occasioni d’incontro e socializzazione tra giovani siriani e libanesi in un territorio caratterizzato da una grave carenza di spazi ludico aggregativi sani e sicuri.

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