CULTURA. La Palestina di Kanafani: “La terra degli aranci tristi” – @nenanewsagency

di Cristina Micalusi

Roma, 15 luglio 2016, Nena News – “La terra degli aranci tristi” è il titolo di una raccolta di racconti brevi di Ghassan Kanafani , dove, ancora una volta come in altri scritti, l’autore rievoca il doloroso distacco dalla propria terra e la frettolosa partenza su mezzi di fortuna.

Nel racconto che dà il titolo al libro, i protagonisti partono per sempre dalla Palestina verso un futuro oscuro, portando con sé simbolicamente alcune arance dai loro giardini, nella speranza vana di farvi ritorno prima che appassiscano. In un centinaio di pagine scorrono : “Oltre il confine”, “L’orizzonte oltre la porta”, “L’arma vietata”, “Tre lettere dalla Palestina”, “Il verde e il rosso”, “La terra degli aranci tristi”, “Ucciso a Mossul”, “Niente”. Ogni racconto è lo specchio vivo della storia con la S maiuscola.

Il lettore può sentire attraverso le parole, la paura, le speranze e le delusioni di Abu Ali, di Hibrahim Abu Diyye, di Surur Barham, che con le loro famiglie vivono incubi al posto di vite , in perenne esilio, cacciati con violenza dalla loro patria.
Brevi sono i racconti, ma intense le emozioni che scaturiscono nell’animo di chi legge.

Quasi a sentire gli odori, i sapori ma soprattutto il fetore della sconfitta di chi vive a Gaza: “Questa Gaza, più angosciosa del respiro di chi nel sonno è colpito da un incubo, con i vincoli stretti e con un suo odore di sconfitta e di miseria, con le case dai terrazzi prominenti….questa Gaza”.

“La terra degli aranci tristi” del 1962 può essere considerato quasi un resoconto autobiografico in cui lo scrittore parla con trasporto emotivo di quel viaggio senza ritorno. All’entusiasmo di quanti credevano nella vittoria dell’esercito arabo, seguì l’amara delusione per la sconfitta. Il distacco dalla Palestina per l’autore fu più graduale di quanto descritto. La famiglia decise di lasciare “temporaneamente” il paese stabilendosi in un villaggio alla frontiera libanese dove aspettarono di fare ritorno. Ma dopo quaranta giorni quando il padre capì che sarebbe stato inutile aspettare, si stabilirono a Damasco dove Khanafani completa gli studi e lavora in una della scuola istituite dall’ UNRWA.

Nel 1956 il giovane lascia la Siria per il Kuwait, nel 1960 torna a Beirut dove entra in contatto con la resistenza palestinese e con il Movimento nazionalista arabo. Nella capitale libanese fondamentale per la sua formazione politica è l’incontro e l’amicizia poi con il medico George Habash fondatore del Fronte Popolare per la Liberazione della Palestina.

La frenetica attività politica finisce per prevalere su quella letteraria. Ma tale attività verrà bruscamente interrotta da un attentato terroristico nel 1972 attribuito ai servizi segreti israeliani, nel quale morirà , oltre allo scrittore, anche una sua giovane nipote. Era l’8 luglio del 1972 e molti ancora oggi si chiedono quanto ancora avrebbe potuto dare alle lettere, se fosse ancora in vita. Nena News

Titolo: ” La terra degli aranci tristi”
Autore: Ghassan Khanafani
Traduttore : Chiara Brancaccio
Edizioni: Associazione Culturale “Amicizia Sardegna-Palestina”

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