Continua l’impegno di ARCS in Tunisia

di Alberto Sciortino, cooperante ARCS in Tunisia

Fa caldo a Tataouine, durante l’estate: questo è innegabile. In certe giornate di giugno e luglio si sono raggiunte temperature anche di 56 gradi, e tutte le attività in città si fermavano per l’evidente impossibilità di muoversi. Inoltre, quei mesi hanno coinciso con il mese islamico di Ramadan, durante il quale molte attività, specie negli uffici pubblici sono comunque ridotte, e quelle temperature hanno reso molto pesante l’astinenza dal bere e dal mangiare prescritta ai credenti

E il nostro progetto? Cosa c’è di nuovo nei nostri programmi di sostegno alle donne dei villaggi che producono alimentari e cosmetici sulla base di prodotti naturali? Nonostante il caldo, sia pure a ritmo più lento, siamo andati avanti.

La cosa più importante, forse, è stata la concretizzazione dell’impegno nei confronti del progetto da parte del nostro partner istituzionale, l’Istituto delle Regioni Aride (IRA) con sede à Médenine, un ente di ricerca con grande esperienza e personale di alto livello. Con i tecnici dell’IRA siamo stati più volte presso i villaggi a incontrare le donne e discutere approfonditamente sui loro prodotti, le terre a disposizione, la qualità dell’acqua, le esperienze fatte finora, ma anche sui loro desideri e aspirazioni, mentre eravamo piacevolmente “costretti” ad assaggiare quei prodotti, alcuni dei quali costituiscono adesso il tema principale delle formazioni destinate a queste donne: per il miglioramento della qualità, la presentazione, la vendita.

Queste formazioni sono iniziate con una serie di visite organizzate delle donne dei villaggi alla parcella dimostrativa che IRA intrattiene nella località di El-Gordhab, a una dozzina di chilometri a nord di Tataouine. Cinque visite in tutto e, tra queste, anche quella di un gruppo di giovani donne di Bir Amir, il villaggio più isolato in cui il progetto interviene, quasi sessanta chilometri a sud di Tataouine, nella zona più arida, con difficoltà nei trasporti e limitazioni nelle comunicazioni per cellulare o via Internet. Per queste donne, recentemente coinvolte nelle nostre attività in aggiunta alle altre dei villaggi di El Ferch, Douiret, Ras el Oued e Bir Thalathin, la “gita” a El Gordhab è stata anche un’occasione per uscire dal proprio isolamento. Durante le visite, i tecnici dell’IRA hanno mostrato sul campo le diverse piante della zona, le loro caratteristiche e le loro potenzialità produttive, dando vita a animati scambi con le donne, che molte di quelle piante usano nel loro quotidiano per l’alimentazione o per preparare cosmetici e curativi naturali.

Inoltre, le donne del villaggio di El Ferch, che da tempo hanno dato vita a una loro “etichetta” di prodotti (anche se non ancora formalizzata in impresa) sono state accompagnate nella produzione di una partita di salse tradizionali (la famosissima harissa tunisina e la meno famosa ma non meno apprezzata hriga, a base di pomodoro, cipolle e peperoncino) che nei giorni scorsi è stata spedita per essere presentata a fine mese a Torino in occasione della manifestazione internazionale Terra Madre gestita da Slow Food. Khaoula Sabri, una giovane agronoma di Douiret, principale animatrice delle donne del suo villaggio attive sul progetto, accompagnerà questi prodotti nella trasferta italiana.

Uno dei limiti dei progetti di sviluppo, e non solo qui in Tunisia, è spesso il loro scarso coordinamento. Lo abbiamo verificato ancora una volta, durante incontri da noi sollecitati con alcuni degli altri attori dello sviluppo locale e dei progetti attivi a Tataouine: la cooperazione svizzera, l’Ufficio di Sviluppo del Sud (ODS), un ente statale coinvolto in un altro intervento della Cooperazione Italiana nella zona di Remada, il Commissariato Regionale allo Sviluppo Agricolo (CRDA) e il Commissariato al Turismo. A questi soggetti stiamo proponendo di sperimentare forme di coordinamento e collaborazione. Il CRDA e l’ODS ad esempio saranno direttamente coinvolti nelle formazioni destinate alle donne dei villaggi.

Per “censire” gli interventi in atto, partiremo da una cosa abbastanza semplice. Abbiamo chiesto ai responsabili del progetto TITAN, ormai chiuso, di poter prendere in mano la gestione del sito web “DecouvrirTataouine.net”, creato nell’ambito di quell’intervento come strumento di promozione del territorio, e la risposta è stata positiva. Vorremmo trasformarlo in una piattaforma aggiornata sulle differenti attività pensate e realizzate per lo sviluppo di questo territorio, quasi tutte, del resto, incentrate sul suo grande patrimonio culturale, sia materiale che immateriale, di cui fanno parte anche le conoscenze tradizionali delle “nostre” donne dei villaggi nell’ambito dell’uso alimentare, cosmetico e curativo delle piante.

Per la gestione tecnica di questo sito, lo staff del progetto ha partecipato alla formazione in informatica, che il nostro progetto ha organizzato a favore di un piccolo gruppo di ragazze dei villaggi che avessero basi di conoscenza di lavoro al computer. Lo scopo di questa specifica occasione di formazione, che si è appena conclusa, è di permettere in futuro a queste persone di poter ideare e gestire in proprio siti web di promozione dei prodotti locali e di commercio online.

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