MAURITANIA. Attivisti anti-schiavitù sotto processo

da nena-news.it

Lunedì scorso, è iniziato il processo d’appello per i 13 attivisti anti-schiavitù; gli avvocati difensori hanno infatti ritenuto che vi fossero state delle “irregolarità”, come le presunte torture durante il periodo di custodia.

Sarà il Tribunale di Zouerate, nella Mauritania del nord, a valutare la legittimità delle sentenze di condanna dai 3 ai 15 anni, inflitte lo scorso agosto ai membri di un gruppo che lottava contro il sistema di schiavitù ereditaria.

Secondo l’avvocato difensore Bah Ould M’Bareck, che rappresenta i membri dell’Initiative for the Resurgence of the Abolitionist Movement (IRA), il collegio difensivo potrebbe “presentare le eccezioni procedurali tali da determinare l’archiviazione del caso.” Il legale sostiene che gli attivisti sarebbero stati “sottoposti a tortura” durante il periodo di custodia, come denunciato a più riprese anche dagli imputati.

La corte ha deciso di accogliere le obiezioni di tipo procedurale, che saranno valutate durante il processo nei confronti dei primi tre accusati, che si dichiarano non colpevoli, continua M’Bareck.

Gli altri imputati potranno sottoporre delle prove e poi seguiranno le arringhe dei pubblici ministeri e del collegio difensivo. I 13 imputati sono stati condannati da un tribunale della capitale, Nouakchott, per reati di violenza, aggressione a pubblico ufficiale, riunione armata e appartenenza a un’organizzazione non riconosciuta.

Gli attivisti sono stati arrestati tra il 30 giugno e il 9 luglio, dopo la protesta da parte della popolazione di un ghetto di Nouakchott, spostato con la forza in vista del summit della Lega Araba, tenutosi il 25 luglio. Secondo fonti locali, durante la manifestazione, circa 10 agenti sono rimasti feriti.

Nel ghetto vivevano i cosiddetti Haratin: secondo il sistema ereditario di schiavitù, i membri di questa “casta di schiavi” sono obbligati a lavorare senza salario come custodi del bestiame e domestici, nonostante il diritto ufficiale lo proibisca. Anche sette dei residenti del ghetto sono ricorsi in appello contro le condanne.

Fonti dell’AFP riferiscono che, nella giornata di lunedì, i sostenitori dell’IRA hanno invaso le aule del tribunale dopo un sit-in avvenuto in mattinata, sotto la stretta osservazione della polizia. Amnesty International ha dichiarato che le persone condannate non erano neanche presenti il giorno della protesta di Nouakchott.

“Si tratta ovviamente di un tentativo, da parte del governo, di mettere a tacere gli attivisti contrari alla schiavitù in Mauritania,” sostiene Kine Fatim Diop, attivista di Amnesty International per l’Africa occidentale.

“Sin dall’inizio, questo processo è stato caratterizzato da forti irregolarità, accuse di tortura mai prese in esame,” ha aggiunto Diop, che ha definito il procedimento una “farsa”, che non ha dimostrato in alcun modo la colpevolezza degli attivisti.

Gli avvocati francesi che rappresentano l’IRA hanno avviato una procedura a Parigi per “tortura e altri trattamenti crudeli”. Nena News

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