Apertura del Centro Comunitario di Naba’a

da aicisbeirut.org

Alla presenza del vice sindaco della Municipalità di Bourj Hammoud, George Krikorian, e del Direttore della sede dell’Ufficio di Beirut dell’Agenzia Italiana per la Cooperazione allo Sviluppo, Gianandrea Sandri, si è svolta venerdì scorso, il 2 dicembre 2016, la cerimonia di apertura del Centro Comunitario di Naba’a, nell’ambito del progetto “Inclusione sociale, formazione e salute riproduttiva per donne e bambini dell’area di Naba’a, Bourj Hammoud”. L’iniziativa, gestita da ARCS- Arci Culture Solidali in partenariato con la ong italiana AIDOS e l’ONG libanese Basmeh & Zeitooneh, è finanziata dall’Agenzia Italiana per la Cooperazione allo Sviluppo- Ministero degli Affari Esteri. L’obiettivo del progetto è quello di promuove l’inclusione sociale e l’accesso a servizi di salute per donne e bambini vulnerabili attraverso:

  1. Formazione di competenze attraverso corsi d’alfabetizzazione, inglese e computer life skills;
  2. Creazione di un laboratorio tessile-artigianale e formazione professionale per lo sviluppo di competenze che permetteranno alle donne di essere auto-sufficienti;
  3. Attività Ricreative e catch up classesper bambini/ragazzi vulnerabili;
  4. Organizzazione di un entry pointmedico per servizi di salute riproduttiva e prevenzione della violenza di genere

Attualmente, il Centro Comunitario gestito da ARCS e Basmeh w Zeitooneh offre attività socio-educative a 400 bambini iscritti al Centro, tra cui un programma di Peace Education, al quale partecipano 180 bambini. La Peace Education mira a rafforzare alcuni concetti chiave nell’educazione dei bambini quali l’espressione di se, la fiducia in se stessi, l’identità, la comunicazione e il dialogo, la risoluzione dei conflitti, i diritti dei bambini e l’uguaglianza di genere. E’ attualmente anche in corso un programma di supporto psicologico (PSS) rivolto a 50 mamme, selezionate tra le più vulnerabili durante la fase di outreach. E’ stato inoltre avviato un Community Based Group composto da 40 donne che hanno un ruolo chiave nel quartiere, con l’obiettivo di creare un Comitato di prossimità con il ruolo di sensibilizzare la comunità su salute riproduttiva, risoluzione dei conflitti e diritti umani. E’ tuttora in corso un needs assessmentper definire i bisogni principali della popolazione, in particolare donne, sulla base del quale verranno formulati i corsi di formazione previsti dal progetto. E a breve verrà aperto un entry point per i servizi sanitari di base rivolti a donne e bambini.

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