Progetto “Solidar MENA”: comitato direttivo e giornate di advocacy a Bruxelles con 25 rappresentanti della società civile del Mediterraneo.

di Elisa Piccioni

Dal 5 al 7 dicembre si è tenuto a Bruxelles il secondo comitato direttivo del progetto “Decent Work, Social Protection and Freedom Association in the MENA Region”, di cui Solidar è capofila, che mira a rafforzare il ruolo delle associazioni, dei movimenti sociali e dei sindacati indipendenti della riva sud del Mediterraneo.

L’obiettivo del progetto, finanziato dall’Unione Europea, è quello di sostenere il ruolo della società civile nel promuovere riforme e cambiamenti democratici nei loro paesi e di stimolarne la partecipazione nei processi decisionali locali, regionali ed europei, in particolare fornendo raccomandazioni relative alla politica europeo di vicinato (PEV) in tema di lavoro dignitoso, giustizia sociale e libertà di associazione.

Una delegazione di rappresentanti di 25 associazioni della società civile e sindacati indipendenti si sono riuniti per fare il punto sulle attività del progetto e definire le priorità e le strategie di advocacy regionali per il 2017-2018.

La visita è stata inoltre un’opportunità per organizzare incontri bilaterali con rappresentanti dell’Unione Europea, quali porta voci dell’EEAS e le parlamentari Judith Sargentini e Martina Anderson, al fine di fornire raccomandazioni sulle priorità di partenariato tra UE e singoli paesi. Priorità che includono gli impegni assunti alla conferenza di Londra sul sostegno alla Siria e ai paesi ospitanti per migliorare le condizioni di vita dei rifugiati e delle comunità di accoglienza vulnerabili.

Il tema centrale affrontato delle delegazioni giordane, di cui ARCS è focal point, e dalle delegazioni libanesi, coordinate dall’Arab NGO Neywork for Development (ANND), è stato infatti l’impatto della crisi siriana nei paesi ospitanti, la necessità di rafforzare gli strumenti di protezione e di garantire ai rifugiati un adeguato status legale, precondizione per accedere ad educazione, lavoro e servizi di base.

Il partner giordano Tamkeen ha sottolineato come, nonostante gli sforzi, la Giordania sia ancora lontana dal rispettare gli impegni presi a Londra, in particolare in riferimento al rilascio di permessi di lavoro per i siriani. Circa 100.000 siriani continuano infatti a lavorare informalmente e la maggioranza di chi risiede fuori dai campi profughi non riesce a regolarizzare il proprio status legale, trovandosi così esposti ad abusi, e in alcuni casi a deportazioni.

Un altro punto di discussione è stata la limitazione degli spazi di azione della società civile, con la comparsa di leggi che mirano l’operato di ong e difensori dei diritti umani più o meno in tutta la regione. Il West and Est Center for Development, ha in particolare sollevato preoccupazioni in riferimento alla proposta di legge per la modifica della legge sulle associazioni, che se approvata, limiterebbe la possibilità delle ong giordane di accedere a finanziamenti esteri e dunque, di portare avanti le proprie attività.

Il prossimo appuntamento regionale per il progetto Solidar MENA è previsto in Marocco a dicembre 2017, lo scopo sarà quello di condividere i progressi dei contesti nazionali e discutere la produzione del prossimo report regionale, il cui focus sarà l’accesso dei giovani al lavoro dignitoso nella regione MENA.

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