ISRAELE. Nuove grane giudiziarie per Netanyahu.

nena-news.it

Ancora problemi giudiziari per Benjamin Netanyahu. Secondo quanto hanno riferito ieri i media israeliani, il premier, già sotto indagine per corruzione, avrebbe negoziato alcuni “favori” con il proprietario di Yedioth Ahronot, il quotidiano più venduto in Israele.

La stampa locale parla di “terremoto” che potrebbe avere gravi implicazioni politiche per Netanyahu. Il canale 2 della televisione israeliana sostiene che il leader di destra avrebbe offerto al proprietario di  Yedioth Noni Mozes di limitare la circolazione del giornale gratuito Israel HaYom (megafono del premier e pubblicato dal miliardario statunitense Sheldon Adelson) se il quotidiano di Mozes avesse ammorbidito i toni nei suoi confronti. Tale accordo avrebbe prodotto vantaggi economici per Yedioth i cui guadagni derivanti dalla pubblicità sono diminuiti notevolmente a causa della presenza del suo competitor gratuito (il giornale più letto in Israele). Non è chiaro quando questa presunta discussione tra i due sarebbe avvenuta: secondo il liberal Haaretz (mai tenero con il premier)la conversazione risale a sei mesi fa.

La scorsa settimana Netanyahu è stato interrogato due volte dalla polizia per due differenti casi. Nel primo il leader del Likud avrebbe ricevuto “doni” (tra cui costosi sigari e champagne) da facoltosi uomini di affari in cambio di favori politici. Il legale del capo del governo israeliano ha rigettato le accuse sostenendo che nel ricevere i regali “Bibi” non ha commesso alcuna illegalità: provengono infatti da “amici” e non avevano alcun doppio fine. In pratica, un gesto di pura amicizia. E si sa quanto l’amicizia sia una valore importante. A maggior ragione in questi frangenti di difficoltà per Bibi. Oscuro, invece, continua ad essere il secondo caso i cui dettagli non sono stati ancora rivelati al pubblico.

Il tentato accordo (reale? Riuscito?) tra Netanyahu e Mozes è stato colto con grande stupore dai media locali: il premier ha in più circostanze accusato il direttore di Yedioth di diffondere false notizie contro di lui per fare cadere il suo esecutivo. Accuse che il quotidiano ha sempre rigettato con forza. E invece ora sembrerebbe che i due “nemici” si sarebbero accordati o quanto meno avrebbero provato a farlo. Ieri, intanto, il premier ha puntato il dito contro la stampa e ha detto di essere perseguitato. I giornalisti, ha detto ai ministri del Likud, “rilasciano palloncini e di tanto in tanto fuoriesce da loro aria calda. Anche qui sarà lo stesso”. Bocche cucite invece nella sede di Yedioth.

Nei giorni scorsi sempre il Canale 2 aveva riferito che la polizia crede che nel corso di 7 o 8 anni diversi uomini d’affari israeliani e il produttore di Hollywood nonché amico personale del premier Arnon Milchan hanno donato a Netanyahu scatole di sigari per un valore di decine di migliaia di dollari. Milchan avrebbe donato anche alla moglie del premier bottiglie di champagne dal valore di 100 dollari l’una.

Questi scandali, veri o falsi che siano, starebbero avendo un impatto negativo sulla popolarità del premier. A sostenerlo è uno studio del centro di ricerca Geocartography i cui risultati sono stati pubblicati oggi da Globes. Il quotidiano israeliano scrive infatti che se ora si tenessero le elezioni in Israele, i partiti che attualmente non fanno parte della coalizione governativa impedirebbero a Netanyahu di formare un nuovo esecutivo. Guadagnerebbero infatti 60 seggi sui 120 complessivi della Knesset.

Non solo: il Likud, il partito del premier, avrebbe alla Knesset solo 22 deputati (rispetto ai 30 attuali). In forte ascesa sarebbe il leader centrista Yair Lapid che salirebbe a 27 seggi (dagli 11 attuali) mentre un tracollo clamoroso si registrerebbe tra le file dei laburisti (dai 24 parlmentari attuali a 13). Citato da Globes il presidente di Geocartography ha detto che “il basso risultato per il Likud deriva dalle indagini della polizia su Netanyahu e dai diffusi attacchi contro di lui e la sua famiglia”. Tuttavia, un altro sondaggio pubblicato alcuni giorni fa pubblicato dalla stampa locale mostrava come, sebbene in calo, Netanyahu resti ancora il leader più amato nel Paese.

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