L’AICS incontra la società civile, prove tecniche di dialogo strutturato.

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L’anno nuovo inizia con una buona notizia sul fronte dell’Agenzia per la Cooperazione che proprio in questi giorni festeggia il suo primo anno di operatività. Lo scorso giovedì si è svolto a Roma (e dove se no?) un primo incontro tra un nutrito gruppo dello staff dell’AICS e i rappresentanti delle organizzazioni della società civile, per intenderci le rappresentanze dei soggetti che siedono al (desaparecido) Consiglio Nazionale per la Cooperazione allo Sviluppo (CNCS). L’incontro, fortemente voluto dalla direttrice, aveva l’obiettivo di fare il punto sull’anno appena trascorso egettare le basi per il lavoro dei prossimi mesi con uno specifico riferimento ai bandi dell’Agenzia appena conclusi.

E’ proprio la dott.ssa Frigenti a tracciare un bilancio dell’anno concluso, un annus horribilis che nonostante le difficoltà logistiche ha portato primi risultati importanti: la predisposizione di una cooperazione più ragionata e rispondente agli obiettivi strategici, l’approvazione nei tempi previsti del bilancio consuntivo 2016 e preventivo 2017, la conclusione dei due bandi per le OSC entro i termini stabiliti e l’ok da parte del governo al concorso per 60 nuove risorse che dovrebbero portare l’Agenzia al completamento del suo organico.

Inutile dire che tantissimo resta ancora da fare, sia sul piano operativo che su quello strategico e di questo all’AICS sembrano essere tutti consapevoli. Tra le sfide elencate c’è sicuramente la risposta alle grandi emergenze internazionali, una pianificazione più strategica della Cooperazione italiana, l’elaborazione di una nuova narrazione dello sviluppo, un livello di collaborazione maggiore tra l’AICS e gli altri attori, in primis la società civile e il settore privato profit che stenta a salire onboard.
Su quest’ultimo tema la direttrice avanza una prima proposta concreta per strutturare questo dialogo. Un “tavolo comune e permanente” con le organizzazioni della società civile per guardare insieme alle sfide comuni, in un cammino congiunto per raggiungere gli obiettivi di sviluppo sostenibile. La formula e la composizione del tavolo restano da definire, all’incontro si è parlato di uno o più gruppi di lavoro che dovrebbero riunirsi con cadenza mensile per affrontare questioni tecniche e/o strategiche.

 

A giudicare dal dibattito che ha seguito l’intervento introduttivo uno dei temi più urgenti da trattare riguarda sicuramente la questione elenco delle organizzazioni della società civile (vedi art. 26 della legge 125), un tema apparentemente tecnico ma di portata strategica importante. Sulla visione più o meno inclusiva dell’art. 26 permangono diversi punti di vista che possono però trovare in un ambito del genere le dovute convergenze e mediazioni.

 

I bandi versione 2017
La questione bandi è delicata e non certo di secondaria importanza per un ente come l’Agenzia che a regime dovrebbe gestire un sistema di erogazioni complesso e continuativo. La prima prova, i bandi 2016 appunto, per ammissione degli stessi funzionari hanno evidenziato diverse criticità in parte dovute alla frettolosa approvazione delle procedure per la concessione di contributi nel gennaio scorso, quando all’Agenzia c’erano a fatica le scrivanie e i computer. Di queste criticità abbiamo ampiamente parlato in precedenti post le cui argomentazioni sono state di fatto prese tutte in considerazione.
C’è quindi una buona disponibilità da parte dell’AICS a effettuare tutti i correttivi possibiliprima di avviare la tornata di bandi del 2017 che potrebbe partire già da marzo/aprile prossimi. L’Agenzia a proposto un importante incremento delle risorse che se fosse approvato porterebbe il prossimo bando OSC per i progetti nei paesi partner a una dotazione di 40 milioni e quello sull’Educazione alla cittadinanza globale a quota 5 milioni. Di seguito i punti portati all’attenzione da tutte le reti di ONG presenti su cui lo staff dell’AICS si è detto disposto a mettere mano già dai prossimi bandi:

 

  • Diminuzione/semplificazione della documentazione da sottoporre
  • Spostamento di alcune verifiche amministrative dopo la valutazione di merito dei progetti
  • Revisione dei criteri di valutazione (griglie semplificate con meno item e punteggi graduali)
  • Coinvolgimento delle sedi estere dell’AICS nella valutazione
  • Ridefinizione e/o limitazione delle valorizzazioni con progressivo aumento delle percentuali di co-finanziamento
  • Alleggerimento del costo delle fidejussioni

 

Tornano gli Affidati
Un’apposita sessione della giornata è stata dedicata alle procedure in fase di elaborazione per l’affidamento di interventi alle OSC. Si tratta di fatto di quelli che ai tempi della DGCS venivano denominati “progetti affidati” e che sono di nuovo previsti dalla 125. Si tratterebbe di procedure di evidenza pubblica con le quali l’AICS assegnerà l’implementazione di un determinato progetto a una singola organizzazione o un’ATS di più organizzazioni in stile tender. Gli inviti a presentare proposte potrebbero essere aperti o ristretti a organizzazioni con specifiche caratteristiche e/o esperienze. L’intenzione dell’AICS è di avere le procedure approvate già alla prima riunione del Comitato Congiunto del 2017 in modo da poter avviare durante l’anno i primi bandi per progetti affidati.

 

Varie ed eventuali

  • E’ stato segnalato un impegno a dialogare con l’Agenzia delle Entrate per normare questioni delicate legate allo status di onlus di fatto delle ex ONG e alla collaborazione con il mondo profit.
  • Sul fronte trasparenza l’AICS è entrata in contatto con il registro internazionale IATI con l’impegno di arrivare entro l’anno prossimo alla pubblicazione dei dati dell’aiuto italiano in formato aperto e standardizzato IATI.
  • La gestione del bando 2017 sarà ancora “analogica”, cioè senza una piattaforma online sia per quanto riguarda l’application che per la gestione di tutte le fasi successive tra Agenzia e proponenti. Ma l’intenzione di passare a un sistema informatico c’è e il tutto dovrebbe essere introdotto a partire dal 2018.
  • E’ stato valutata di grande importanza la richiesta di lavorare verso una strategia nazionale sull’Educazione alla Cittadinanza Globale anche alla luce del lavoro sulla nuova narrazione dello sviluppo. Questo potrebbe portare anche a un chiarimento di idee sulle priorità di un futuro bando ECG che potrebbe essere suddiviso in più lotti.
  • Buoni segnali anche sul fronte advocacy. Secondo la direttrice infatti la voce della società civile sembra essere rilevante almeno quanto la sua capacità di implementare progetti nei paesi partner. La società civile, a sua detta, “può contribuire in modo decisivo a tenere alta l’attenzione sui temi di sviluppo nell’agenda politica”. Da qui un’inedita attenzione al ruolo che le ONG possono svolgere con le loro attività di advocacy anche nel nostro paese.
  • E’ stata può volte menzionata l’intenzione di mettere in campo un’azione di capacity building delle OSC anche per rafforzare il ruolo di tutte le diverse anime che fanno parte del famigerato art. 26 della legge 125. Questo potrebbe tradursi in un bando ad hoc o in appositi programmi di formazione e rafforzamento delle capacità progettuali, gestionali, ecc.

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