Servizio civile a Cuba: imparare a camminare da sola

di Sara Cuscunà, volontaria a Cuba nell’ambito del Servizio Civile Nazionale all’Estero

É comprovato che la visione che puó avere un turista di un Paese sia decisamente- e volutamente- trasfigurata, mentre vivere la singolare Cuba quotidianamente, lavorarci, camminare spesso per le stesse vie, avere il proprio bar di fiducia e conoscere anche attraverso il servizio i diversi meccanismi politici e culturali, dá sicuramente tante opportunitá.

Cuba é un paese abbastanza complesso, abitato da gente estremamente semplice. All´inizio non é facile capire, non é facile muoversi in cittá, non é facile quasi niente! Poi ci si rende conto che tutto é molto piú semplice di quanto noi europei intellettualoidi ci aspettiamo. Sono semplici i bisogni dei cubani, sono semplici i “lineamenti per l´attualizzazione del modello economico”, sono semplici i tragitti dei mezzi pubblici, sono semplici i discorsi e le discussioni. Tante cose sono semplici a Cuba, se hai la buona volontá di metterti in coda, chiedere chi é l´ultimo prima di te, ed aspettare. Meno semplici, e quindi complesse, sono alcune soluzioni governative, o peggio ancora l’attuazione di queste ultime.

Ci sono voluti un paio di mesi per cominciare ad ingranare, sia nella vita sociale che lavorativa, basti pensare al linguaggio progettuale in lingua italiana, spagnola e inglese. Come spesso accade ció che ci si aspetta non corrisponde a ció che poi effettivamente é la realtá. Complice di questo cambio di prospettive é sicuramente la complessa burocrazia cubana… giá…la burocrazia non é mai semplice.

Stiamo conoscendo il mondo della cooperazione internazionale, e imparando a scrivere progetti sotto la guida di Federico, ormai veterano qui a Cuba e quindi ottimo conoscitore del contesto, e delle dinamiche di cui sopra; questo facilita molto le cose. Ci siamo cimentati nella stesura di richieste di cofinanziamento, richieste di preventivi, ricerca dati, e soprattutto studio del contesto socio-culturale. Anche questo é conoscere Cuba, e soprattutto é imparare un mestiere. Abbiamo lavorato su tre progetti: la costruzione di un laboratorio di trasformazione alimentare al fine di ridurre gli sprechi di raccolto di quattro cooperative di Pinar del Rio; un grosso progetto per incrementare e modernizzare l´allevamento vaccino e bovino nel municipio di Mantua; ed un progetto appena approvato riguardo in grosso piano di restauro di alcuni edifici dell´Avana Vecchia. Di base in comune fra i vari progetti c´é sempre la volontá di fornire gli strumenti per dare maggiore efficienza ed aggiornamento tecnico-commerciale, e soprattutto per garantire alle imprese, statali o pubbliche che siano, un buon livello di autosufficienza, sostenibilitá in una parola. É una sfida perché di certo i cubani non sono dei grandi imprenditori!

In tutto ció c´é anche la casa della cultura di Santafé e la sua allegra brigata, che ci accoglie sempre con grande calore, felice di poter collaborare con noi anche adesso che il progetto é terminato. La casa della cultura ed il cine Oasis erano rimasti distrutti durante un uragano, e grazie ad un progetto di Arci con l´unione europea e l´associazione Hermanos Saíz, sono stati ricostruiti e realizzate attivitá comunitarie. Noi volontari ultimamente abbiamo partecipato alla settimana della cultura italiana, e ci prepariamo alla settimana del libro. Loro sono sempre molto attivi, propositivi all´infinito e pieni di energia. Anche se il progetto é terminato da un po’, noi lo conosciamo bene perché abbiamo fatto il lungo lavoro di archiviazione, molto utile per prendere confidenza con tutti i vari tipi di documentazione e le modalitá di rendicontazione, e ancor piú bello prendere atto di come adesso la casa della cultura e il cine Oasis camminino sulle proprie gambe.

Un po´é anche quello che cerco anch´io ad oggi da questo anno di servizio, imparare a camminare meglio sulle mie proprie gambe. Ecco, e in questo le strade di Cuba mi stanno suggerendo una cosa: a parte la bellezza del cielo, dei grandi alberi e delle case colorate, devi sempre guardare dove metti i piedi.

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