Servizio Civile a Cuba: prime impressioni

di Andrea Schiano Soave, volontario a Cuba nell’ambito del Servizio Civile Nazionale all’Estero

Gran parte di questi primi mesi a Cuba mi sono serviti per conoscere il contesto locale, capire le sue dinamiche sociali e ambientarmi. Quando mi trovo in un posto nuovo cerco subito di adattarmi agli usi e alle abitudini locali, senza crearmi aspettative e senza fare paragoni con quello che già conosco. La mia aspettativa principale era la stessa motivazione che mi ha spinto a partire, ovvero la voglia di mettermi alla prova vivendo in un Paese dalla cultura diversa dalla mia, per certi versi dal volto più umano, valorizzando lati della vita quotidiana che altrove é difficile valorizzare e allo stesso tempo arricchire il mio bagaglio culturale e professionale lavorando nell’ambito della cooperazione internazionale, che mi ha sempre affascinato come possibile sbocco lavorativo. Svolgere un tipo di lavoro coerente con i miei valori personali e con una qualche utilità sociale é una delle mie priorità e perciò ho trovato subito stimolante questa esperienza.

Da un certo punto di vista l’adattamento al contesto cubano é avvenuto di pari passo con l’adattamento al contesto lavorativo. Le attività svolte durante le ore di servizio civile mi sono servite per maturare consapevolezza prima di tutto sul contesto socio-culturale ed economico di Cuba, in particolare con riferimento ai settori della cultura e dell’agricoltura, ricercando e analizzando fonti e dati aggiornati, identificando i punti di debolezza dove indirizzare le azioni dei progetti.

E’ stato utile all’inizio approcciarmi con uno dei progetti già conclusi, il cui obiettivo era quello di rinforzare le attività culturali di Santa Fé, nella periferia ovest dell’Avana, decentralizzando l’offerta culturale dal centro della capitale verso questa località dove le possibilità di raggiungere il centro sono ridotte. Revisionare ed archiviare la documentazione relativa al progetto Santa Fé mi ha permesso di entrare in confidenza con i documenti necessari (contratti, fatture, richieste di preventivo ecc.) alle varie fasi di sviluppo di un progetto, familiarizzare con i nomi dei fornitori locali e stranieri ed imparare a leggere ed analizzare un rendiconto finanziario e la lista delle spese relative al progetto.

Poco a poco, capendo le modalità di partecipazione ai bandi e la necessità di presentare un progetto in modo aderente ai formulari delle diverse entità finanziatrici, c’é stata l’opportunità di collaborare nella compilazione di due formulari per richiedere due diversi co-finanziamenti all’Ambasciata del Giappone presentando un progetto per la costruzione di un laboratorio per la trasformazione e conservazione della frutta ed un altro progetto per lo sviluppo della produzione di latte e carne (rispettivamente nei municipi di Pinar del Rio e Mantua).

Parallelamente alle attività d’ufficio c’è stata la possibilità di visitare il Cinema Oasis di Santa Fé, ristrutturato nell’ambito del progetto, di conoscere lo staff della Casa della Cultura della stessa località e di porre le basi per eventuali collaborazioni durante i mesi di servizio civile. Inoltre c’è stata la possibilità di partecipare a riunioni ed eventi insieme ai partner e le istituzioni locali, come l’associazione Hermanos Saiz, l’Oficina del Historiador, l’ICAIC e di visitare Las Escuelas Nacionales de arte de la Habana. Queste uscite mi hanno fornito un quadro più completo del panorama nel quale sto vivendo e lavorando e soprattutto mi hanno fatto capire l’importanza di instaurare e mantenere delle buone relazioni con partner e istituzioni locali quando ci si trova all’estero. Questo mi é sembrato uno degli elementi chiave del successo di ARCS nelle varie attività che svolge a Cuba, per via dell’esperienza, del clima di fiducia e rispetto reciproci maturati e per la possibilità di reperire informazioni di qualità e dati affidabili sul contesto locale, per presentare progetti credibili e che agiscano sui punti di effettiva debolezza del Paese.

Il tipo di lavoro che stiamo facendo, e che sto imparando, é vario, richiede competenze diverse a seconda delle attività, di scrittura, interpretazione, ricerca ed elaborazione di dati e informazioni, organizzazione e capacità di interazione. E’ proprio questo che mi affascina, e soprattutto la consapevolezza di impiegare il mio tempo e il mio sforzo per finalità che ritengo giuste. Vedere poi concretizzarsi i risultati dei vari progetti é una grande soddisfazione ed é per quanto mi riguarda ciò che fa della professione del cooperante un misto tra lavoro e passione.

Ho intenzione di sfruttare al meglio questa opportunità e di imparare il più possibile, fornendo il mio apporto secondo le mie potenzialità e anche di imparare il più possibile dalla gente di qui, che ha un’innata attitudine positiva e vive in modo spontaneo, magari senza le comodità a cui altri Paesi sono abituati e dovendo affrontare quotidianamente difficoltà di vario tipo, ma sempre con il sorriso sulle labbra.

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