Missione Ruanda: un abbraccio alle donne di SEVOTA

di Simona Federico

Si è appena conclusa la nostra missione in Ruanda.

Nel quadro del progetto “Reintegrazione socio-economica delle donne vittime di violenza e dei bambini orfani capo-famiglia in condizioni di estrema povertà” ARCS sta sostenendo il lavoro dell’associazione locale SEVOTA, impegnata per l’empowerment delle donne e dei ragazzi in diversi villaggi rurali.

Le attività che supportiamo intendono promuovere percorsi per il superamento del trauma del genocidio e al contempo la reintegrazione sociale e l’auto-sostenibilità alimentare delle donne e degli orfani capo-famiglia attraverso animazione comunitaria, sostegno psicologico, formazione tecnica, avvio di attività generatrici di reddito in campo agro-pastorale grazie alla fornitura di materie prime, capi di bestiame e mezzi di produzione. La collaborazione con SEVOTA è stata avviata nel 2007 e oggi viene rilanciata anche grazie al sostegno finanziario dei fondi dell’8×1000 della Chiesa Valdese e di quello a gestione statale.

Torniamo a casa con il cuore pieno di emozioni, particolarmente toccate dalle storie e dalle persone che abbiamo incontrato e fiere del lavoro che i beneficiari del progetto stanno facendo, per superare il trauma e le violenze del genocidio, rafforzare le proprie capacità, raggiungere l’autosufficienza e guardare al futuro in un clima di pace e solidarietà.

Nel corso della scorsa settimana abbiamo lavorato a fianco delle operatrici di SEVOTA, partecipando alle loro attività e alle iniziative organizzate in occasione della giornata delle donne dell’8 marzo a Muhanga un villaggio rurale nel settore di Rongi, a cui hanno partecipato diversi gruppi di donne impegnati in percorsi per l’emancipazione e l’affermazione della propria autonomia sociale ed economica.

Abbiamo inoltre avuto modo di visitare le diverse realtà beneficiarie dell’iniziativa nei distretti di Kamonyi e Gasabo per raccogliere direttamente le testimonianze e i bisogni delle donne e degli uomini implicati nelle attività. Qui le donne, organizzate in gruppi di 15/20 membri, lavorano insieme i campi e allevano animali sostenendosi a vicenda e raccogliendo i proventi delle attività per esigenze comuni, quali il pagamento della cassa mutua e dell’assistenza sanitaria, le tasse scolastiche per i figli ecc. Ogni gruppo ha proprie regole di gestione, un conto bancario e nomina la propria presidente, vice-presidente, segretaria e tesoriere.  Coltivano principalmente fagioli, manioca e altri ortaggi e grazie al sostegno di SEVOTA sono state introdotti varietà migliorate di banani e potenziato l’allevamento di capre, maiali e vacche con la costruzione di piccole strutture per permettere agli animali di ripararsi. Molto è stato fatto ma tanto si può ancora fare per accompagnarle nel loro percorso di rafforzamento, garantire la continuità e la sostenibilità e ampliare il numero dei beneficiari.

Il 10 marzo abbiamo anche ricevuto la visita di una delegazione della Chiesa Valdese che cofinanzia il progetto e ha avuto modo di verificare il buon andamento dello stesso e i percorsi di emancipazione avviati.

Ringraziamo le donne e gli uomini che abbiamo incontrato che ci hanno insegnato tanto e ci hanno fatto partecipi del loro impegno per il superamento delle condizioni di vulnerabilità ma soprattutto ci hanno dato prova della forte volontà di andare oltre le difficoltà e dimostrato di credere profondamente nel valore della pace e della solidarietà, cosa affatto scontata in una situazione complessa come quella ruandese nel periodo post-genocidio. Da parte nostra ci adopereremo per continuare a garantire il nostro sostegno alle attività di SEVOTA e alle donne ruandesi e rafforzare i buoni risultati finora raggiunti.

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