Naba’a: un quartiere in continua evoluzione

di Micol Briziobello

Si è svolta venerdì 31 marzo, la cerimonia di presentazione del profilo e della strategia del quartiere di Naba’a a Bourj Hammoud realizzati nel quadro del progetto Promoting national and local urban systems approaches, finanziato dal Governo italiano e implementato da UN Habitat.

L’iniziativa mira a riqualificare il quartiere di Naba’a, una delle aree urbane più vulnerabili di Beirut, attraverso la realizzazione di interventi finalizzati a migliorare l’urbanistica e le opportunità di sviluppo dell’area. In particolare, gli edifici, le strade, il sistema fognario e quindi la qualità della vita di coloro che risiedono nel quartiere.

La mappatura di Naba’a, realizzata da UN Habitat, ha infatti permesso di operare un’attenta ricognizione della popolazione che vi risiede e dei servizi presenti nell’area, dalle scuole agli ospedali, ai Centri Comunitari, soffermandosi sui bisogni più urgenti dei residenti e sulle strutture che maggiormente necessitano di interventi riabilitazione e manutenzione.

Uno dei dati più significativi emersi dai due studi è che, in seguito alla crisi siriana, il quartiere di Naba’a sta cambiando la sua conformazione demografica dato che dei 14,760 residenti, il 63% è ormai costituito da rifugiati siriani che supera quasi del doppio il numero dei libanesi ivi residenti (33%).

Questo aspetto denota quanto sia importante intervenire nel quartiere con azioni che

  1. riducano le tensioni presenti e facilitino la coesione sociale tra i residenti
  2. creino un ambiente salubre per i bambini
  3. che rafforzino lo sviluppo dell’economia locale
  4. favoriscano l’empowerment delle donne e dei giovani.

E il Centro Comunitario di Naba’a, parte del progetto promosso Inclusione sociale, formazione e salute riproduttiva per donne e bambini dell’area di Naba’a, Bourj Hammoud, realizzato da ARCS in partenariato con Basmeh & Zeitooneh con fondi del governo italiano, nasce proprio per rispondere ai numerosi bisogni del quartiere. Il Centro, inserito inoltre nella mappatura dello studio di Naba’a, grazie ai servizi attualmente offerti a donne e bambini vulnerabili, intende rafforzare le attività per la popolazione vulnerabile, proprio in sinergia con gli interventi di UN Habitat, evitando la duplicazione e garantendo una maggiore efficacia sul territorio.

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