Tataouine tra disoccupazione e crisi economica

di Alberto Sciortino

Tataouine, in questi giorni, è stata una città piuttosto calda, e non per ragioni climatiche (anzi, da quel punto di vista si gode di una gradevole primavera). Sono i giovani del posto che hanno alzato la temperatura con una mobilitazione che ormai prosegue da una settimana e si è estesa ai villaggi dei dintorni. La richiesta, supportata da blocchi stradali e dalla contemporanea mobilitazione di lavoratori presso le zone petrolifere della regione, è di una maggiore attenzione del governo nazionale verso la carenza di lavoro che affligge questa zona più di altre del paese, mentre l’economia nazionale stenta ancora a riprendersi e si vede: non c’è bisogno di citare dati per mostrare quanto la disoccupazione, specie giovanile, affligga queste regioni.

Il nostro progetto, intanto, prosegue, per dare il suo piccolo contributo. Nei giorni scorsi abbiamo realizzato altre due importanti formazioni tecniche destinate alle donne dei cinque villaggi partecipanti (questa volta gli esperti hanno approfondito la produzione e le potenzialità dei prodotti cosmetici a base di argilla e dei prodotti alimentari a base di fichi, due delle categorie su cui si concentra l’attività dei nostri gruppi) e abbiamo avviato altre importanti attività: la preparazione delle parcelle agricole dove saranno impiantate le specie vegetali utili alla realizzazione dei prodotti e la realizzazione lavori nei centri di produzione, ristrutturando i locali identificati, per far sì che i prodotti oggi fatti in casa possano essere realizzati collettivamente, in condizioni di lavoro migliori e migliori garanzie di igiene, quantità e qualità, pur mantenendo il carattere di prodotti artigianali basati su ricette tradizionali. Nei centri previsti, le donne dei cinque Groupements de Développement Agricole seguiti dal progetto potranno anche gestire direttamente le fasi di etichettaggio e imballaggio, attualmente assicurate dal progetto TER-RE.

Domenica 9 aprile è inoltre iniziato un viaggio nel nord del paese che, per cinque giorni, ha portato 20 di queste donne, accompagnate dallo staff del progetto e dai tecnici dell’IRA, a una serie di incontri con altre realtà produttive e enti del settore agricolo, per profittare delle esperienze esistenti, scambiare idee e allacciare relazioni. A fine aprile, infine, andremo a partecipare alla principale fiera artigiana del paese, che si terrà a Tunisi. Ma di queste altre attività non mancheremo di informare a tempo debito.

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