Tunisia: scontri manifestanti e polizia a Tataouine, un morto

Silvia Stilli, direttore di ARCS dichiara: “Il personale di ARCS a Tataouine è al sicuro. Non lo sono le cittadine e i cittadini di tanta parte della Tunisia che aspettano risposte autorevoli alle tante domande e risposte aperte da quei giorni di quella Primavera: se la democrazia e la giustizia non decollano pienamente, la fragilità delle istituzioni e della coesione sociale lasciano spazio al terrore, all’integralismo

(da ANSAMED)

Un giovane manifestante è deceduto in ospedale a Tataouine per le ferite riportate nei disordini scoppiati stamane con le forze dell’ordine tunisine intente a sgomberare il sit-in a El Kamour. Il giovane potrebbe essere stato colpito accidentalmente da un’autovettura della polizia in manovra. Secondo quanto riferiscono i media locali, altri manifestanti sono rimasti feriti ed è già stata aperta un’inchiesta. La situazione a Tataouine rimane ancora tesa: le forze dell’ordine hanno fatto ancora ricorso all’uso di gas lacrimogeni per disperdere la folla di giovani radunati da settimane in sit-in a El Kamour, per chiedere misure concrete per l’occupazione e maggiori fondi per lo sviluppo regionale. Una parte dei manifestanti ha accettato nei giorni scorsi le misure proposte dal governo, un’altra parte ha invece deciso di proseguire nelle rivendicazioni. Segnalato anche il blocco sul lato tunisino dell’accesso al valico di frontiera con la Libia di Dehiba-Wazen da parte di alcuni manifestanti a supporto delle azioni a Tataouine. Ieri sera gli agenti avevano usato i lacrimogeni per disperdere la folla scesa nelle strade della città per dar manforte ai manifestanti di El Kamour dopo la decisione del premier, Youssef Chahed, di riaprire la stazione di pompaggio di petrolio di Eli Amour – SP 4 (della pipeline Trapsa – che alimenta la raffineria di Skhira), bloccata nel fine settimana dall’ala più dura dei protestatari. Il presidente della Repubblica tunisina, Beji Caid Essebsi, ha disposto il 10 maggio scorso che la difesa delle installazioni petrolifere al sud sia affidata all’esercito per salvaguardare la produzione nazionale.

Un gruppo di manifestanti ha invaso nella mattinata odierna la sede del governatorato di Tataouine e agitazioni vengono segnalate anche a Douz, Kalaa e Fouar dove i manifestanti si sono organizzati in forma di comitato collettivo regionale.

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