Senegal: un’altra importante sfida per i prossimi due anni

di Federica D’Amico

Dopo circa un anno di intenso lavoro di progettazione e scambio con numerosi attori del mondo della società civile, della ricerca e dell’impresa sia italiane che senegalesi, e soprattutto con la diaspora senegalese in Italia, ha finalmente preso avvio il progetto cofinanziato dall’Agenzia italiana di Cooperazione allo Sviluppo: SOUFF – Terra: SOstegno e cosvilUppo per il raFForzamento della comunità di Linguère.

Inserendosi in un contesto caratterizzato dal progredire della desertificazione e dall’abbandono della terra da parte dei giovani anche a causa del deterioramento dell’ambiente, il progetto intende puntare proprio all’inversione di questa tendenza, contribuendo a creare delle opportunità di impiego sostenibile in una zona caratterizzata da un forte esodo rurale.

SOUFF mira a incrementare e diversificare le attività generatrici di reddito a favore degli abitanti del dipartimento di Linguère, attraverso lo sviluppo di un agro-sistema che, grazie al coinvolgimento dell’imprenditoria locale e “di ritorno”, integri la protezione dell’ambiente e la lotta alla desertificazione.

ARCS, subito dopo aver ottenuto la registrazione nel paese, ha realizzato nel mese di maggio un’intensa missione che ci ha portato, insieme al nostro partner locale, il GIE Le Djolof, struttura radicata sul territorio e che raggruppa i produttori e produttrici delle comunità rurali di Linguère, direttamente nel vivo delle attività di progetto, partendo con l’identificazione del terreno su cui verrà realizzata una vera e propria food forest finalizzata a combattere la desertificazione arricchendo e nutrendo il suolo e utilizzando fonti di energia rinnovabili, introducendo pratiche per la conservazione del suolo e della biodiversità.

Il progetto avrà una durata triennale e il nostro capo progetto, Calogero Messina, è operativo in loco: siamo certi che, grazie alla collaborazione con i numerosi attori istituzionali e non coinvolti nell’azione, si rafforzerà l’adesione comunitaria attorno all’iniziativa, e l’iniziativa diventerà un’azione pilota replicabile in altre zone del paese che presentano problematiche simili.

Ma il nostro lavoro non finisce qui: la missione in Senegal aveva infatti anche l’obiettivo di avanzare sulle attività del progetto, cofinanziato dal ministero dell’interno, PONTI: Inclusione sociale ed economica, giovani e donne, innovazione e diaspore. L’azione intende contribuire a contrastare le cause profonde delle migrazioni in Senegal ed Etiopia, attraverso la promozione dell’occupazione delle donne e delle giovani generazioni e la valorizzazione del ruolo delle diaspore nella promozione dello sviluppo nei Paesi d’origine.

A tal fine abbiamo realizzato numerosi incontri con le altre ONG italiane partner del progetto operative nel paese, al fine di garantire il coordinamento delle attività realizzate da ciascuno, e la sinergia tra le stesse e le altre azioni realizzate a livello governativo nello stesso ambito, come il programma PAISD – programme d’appui aux initiatives de solidarité pour le dévéloppement che mobilita le expertise dei senegalesi residenti all’estero e accompagna le associazioni della diaspora senegalese in Francia nella realizzazione di progetti di solidarietà e di sviluppo nel paese d’origine.

Un’altra importante sfida che ci attende durante i prossimi due anni.

Condivido sui social media!