Giordania: visita alle scuole da ristrutturare

In attesa dell’approvazione ufficiale da parte del Governo Giordano del Programma ScEGLi: Scuole ed Education in Giordania e Libano, promosso dalle ONG COOPI e ARCS e finanziato dall’Agenzia italiana per la Cooperazione allo Sviluppo (AICS), si è svolta la settimana scorsa una seconda visita di ricognizione delle 5 scuole che verranno ristrutturate nel governatorato di Balqa, un’area rurale che si trova a nordovest di Amman. Il programma, infatti, prevede la ristrutturazione di cinque edifici pubblici e la realizzazione di attività di awareness rivolte alla comunità sui disagi più comuni che affliggono i bambini vittime della crisi siriana e sulle tecniche di supporto psico-sociale per aiutare i più vulnerabili.

Insieme al capo ingegnere di COOPI e al personale del direttorato dell’istruzione di Balqa, lo staff di ARCS ha visitato le cinque scuole parlando anche con i rispettivi direttori per capire le problematiche strutturali degli edifici scolastici e quelli della popolazione scolastica iscritta a scuola. Come già appurato durante una prima visita, i bisogni dei bambini e della comunità vulnerabile sono molti e alcune delle strutture scolastiche necessitano d’importanti lavori per far sì che gli studenti possano frequentare degli ambienti più idonei e più adatti alle loro esigenze.

Anche nel Governatorato di Balqa, con l’aumento della popolazione in età scolare dovuto all’arrivo dei rifugiati siriani le scuole pubbliche hanno dovuto affrontare delle sfide a cui non erano preparate.

Secondo i dati della Direzione Generale dell’Istruzione del Governatorato di Balqa, il 58% dei minori siriani in età scolare nell’area sia a rischio di abbandono scolastico.

Questo è dovuto ad una crescente tendenza delle famiglie, soprattutto nelle aree rurali, a fare lavorare in agricoltura i figli anche molto piccoli ed a destinare le figlie a matrimoni precoci in modo da poter risolvere i problemi economici ed il rischio di violenze.

Di conseguenza, anche in Giordania riabilitare le strutture scolastiche pubbliche e sostenere le scuole e le famiglie nel far fronte alle spese per l’istruzione risulta prioritario al fine di abbattere le barriere di accesso per gli studenti siriani e giordani più vulnerabili.

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