Un racconto di Find Yourself 2017

di Massimo Valenza, volontario nell’ambito del progetto Findyourself

Innanzitutto mi presento. Mi chiamo Massimo Valenza, ho ventisei anni e sono Dottore in Giurisprudenza. Il mio principale interesse è la cooperazione, sia a livello locale sia internazionale. Credo fermamente che lo sviluppo di piattaforme associative, atte a colmare le differenze presenti nel tessuto sociale, sia imperativo. Ci troviamo al punto di un grande potenziale sviluppo dei diritti e delle libertà del cittadino. Tuttavia, per ottenerne una piena affermazione rimane ancora molto lavoro da fare. Cosicché, sono molto motivato a prendere parte a tale avanzamento.

Da dove iniziare? Perché non da uno scambio internazionale come Find Yourself 2017?

Devo dire che sono molto sorpreso dalla prima parte di questo training, il quale ha appena avuto luogo a Parigi dal venticinque al trenta Giugno. Non pensavo che fosse possibile arricchirmi tanto in soli cinque giorni. Non avevo mai partecipato ad un insegnamento basato su metodi non formali e ammetto di essere meravigliato.

In primo luogo, tutte le attività svolte erano caratterizzate da lavori di gruppo e ascolto attivo. I capigruppo (Adriana Persia, Nunzio Soricaro, Patrick Pesh e Patricia Brenner) sono stati capaci di garantire costantemente un bilanciamento, sia nella composizione dei gruppi di lavoro sia nella ripartizione degli spazi lasciati ai partecipanti per esprimere se stessi.

I membri avevano provenienze diverse, più specificamente venivano da tre distinti Paesi: Italia, Francia e Germania. Pertanto, il fattore lingua-veicolo avrebbe potuto rappresentare un ostacolo. Invece, abbiamo superato questa difficoltà insieme, aiutandoci vicendevolmente. Posso dirmi davvero soddisfatto della cooperazione che l’intero gruppo ha operato per superare le barriere linguistiche ed ogni altra difficoltà emersa. Ciò ha permesso ad ognuno di prendere parte attivamente ad ogni momento del training. Allo stesso tempo si è potuto sviluppare un forte senso di comunità, ogni membro era pronto a contribuire. Inoltre, la collaborazione è stata la chiave per trarre pieno profitto dallo scambio interculturale.

Come anticipato, il training seguiva metodologie di educazione non formale. Il processo di apprendimento era alternativo ed interattivo. Le attività non erano mai noiose e sempre funzionali al raggiungimento di obiettivi specifici. I giochi proposti hanno consentito di analizzare importanti tematiche in una maniera più facile e divertente. Gli ambiti d’interesse sono stati principalmente la leadership, l’analisi del conflitto, la capacità di adattamento, l’integrazione, la democrazia, la non discriminazione e la giustizia sociale. È stato un professionale workshop in cui abbiamo adoperato peculiari strumenti di apprendimento (laboratorio teatrale, rappresentazioni grafiche, cooperazione necessaria, sana competizione, ascolto attivo e molti altri). Personalmente, è stata una buona occasione per mettere luce su diversi aspetti, anche alcuni sui quali ero convinto di aver già pienamente approfondito. Inoltre, i capigruppo ci hanno sempre messi nella condizione di condividere, senza alcun tipo di pressione, le nostre esperienze personali. Ciò ha unito i partecipanti emotivamente, dopodiché abbiamo iniziato a sentirci un gruppo coeso.

Il ruolo degli “Ice Breakers” non è da sottovalutare. Grazie a questi, infatti, è stato possibile darci una scossa tra un’attività e l’altra. Simpatici Stimoli.

Oltretutto, vorrei evidenziare l’importanza della visita all’ufficio centrale della FCSF (Fédération des Centres sociaux et Socioculturels de France) e di quella ad un locale centro sociale sito in Garges lès Gonesse. È stata una grande opportunità di scoprire diverse realtà sociali e di conoscere un grandioso esempio di leadership qual è Caludie Miller (Presidente della FCSF).

È opportuno rilevare l’avvenuto svolgimento di una sessione dedicata al project management. È stata un’occasione per meglio comprendere il ruolo del project manager e per condividere diverse idee su importanti dinamiche quali sono le politiche giovanili, la cittadinanza europea, l’immigrazione e molte altre. Da questa comunione d’intenti sono nati diversi workshop con chiari obiettivi che potrebbero diventare realtà. Noi abbiamo già iniziato a lavorarci su insieme!

Non vedo l’ora di partecipare alla seconda parte del training Find Yourslef che avrà luogo a Roma dall’undici al diciassette Novembre. Consiglio a tutti voi di partecipare ad esperienze come questa. Se avete l’opportunità, non pensateci su due volte.

Colgo l’occasione per ringraziare tutti i membri di questa partnership per essersi spesi sia professionalmente sia personalmente. È stata davvero una fantastica esperienza che non sembra destinata a finire.

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