INNOVA CUBA: un nuovo progetto di ARCS a favore del Patrimonio Storico e Culturale di Cuba

di Federico Mei, Coordinatore Progetto a Cuba

Innovare è ormai una parola entrata nel vocabolario corrente, soprattutto nell’ambito della cooperazione internazionale, anche se spesso le si attribuisce un significato quasi prettamente tecnologico mentre l’innovazione può riguardare molti aspetti e in certi casi l’innovazione più “innovativa” è anche la più semplice.

Questo è un po’ il significato  del progetto “INNOVA CUBA Intervento internazionale e intersettoriale per la salvaguardia del patrimonio culturale del Paese” finanziato dalla AICS – Agenzia Italiana per la Cooperazione alla Sviluppo che prende avvio in questo caldo mese di luglio nella città simbolo e capitale dell’isola caraibica e in particolare nel suo famoso centro storico patrimonio dell’Umanità, l’Avana.

Il progetto infatti, il cui obiettivo è appunto quello di  “Promuovere l’uso delle innovazioni tecnologiche e metodologiche nella conservazione e salvaguardia del patrimonio culturale, rafforzando l’offerta turistica e la crescita economica e sociale del territorio” vuole prima di tutto mettere insieme diversi settori e attori di diversa natura che, pur nella loro singolare specificità, perseguono tutti lo stesso obiettivo finale.

Se da una parta abbiamo l’Officina del l’Historiador de la Habana – OHcH, che grazie al suo statuto speciale e all’autonomia riconosciutale è senza dubbio un esempio virtuoso e innovativo di gestione del centro storico dell’Avana, dall’altra troviamo organizzazioni leader o di eccellenza nelle rispettive aeree di intervento che possono fornire senza dubbio importanti buone prassi e un supporto tecnico di primo piano per permettere alla OHcH di continuare a svolgere il suo ruolo di innovatore non solo tecnico ma anche socio-culturale.

Il turismo rappresenta una risorse che se ben gestita non solo permette al paese di presentare la parte migliore di se ai visitatori di tutto il mondo, ma anche di fornire una eccellente fonte di reddito per la popolazione locale e un volano per lo sviluppo socio-culturale del territorio. Uno degli assi del progetto quindi è proprio la promozione del turismo cosiddetto culturale, cioè l’interesse che molti turisti mostrano, oltre alle belle spiagge dell’isola, di interloquire e confrontarsi più profondamente con la cultura locale e non fermarsi ai pacchetti preconfezionati dove a farla da padrone sono gli stereotipi. In collaborazione con la AITR – Associazione Turismo Responsabile quindi, si aprirà nel cuore dell’Avana Vecchia, in una delle sue piazze più belle, Plaza das Armas, il primo centro di orientamento al turista che sia un punto di incontro e di scambio tra la cultura locale e i tanti visitatori che non si accontentano di un mojito o di una “capatina” al Tropicana. Del resto la domanda di turismo culturale a Cuba, calcolata in un +15% all’anno, è ben superiore al quella del turismo in generale che si ferma al solo +5% sempre su base annuale.

Promuovere un turismo più responsabile verso il patrimonio culturale però vuol dire anche mettere le istituzioni locali in condizione di poterlo valorizzare oltre che salvaguardare. Se nel progetto del 2011-2014, sempre realizzato da ARCS con la OHcH, l’obiettivo principale era quello di migliorare le tecniche di salvaguardia, nel progetto INNOVA CUBA si analizzeranno anche quelle tecniche che oltre a garantire una miglior salvaguardia possano fornire anche strumenti utili alla sua valorizzazione. È il caso della Fotogrammetria Digitale, che sarà sviluppata dalla UNIFI – Università di Firenze e in particolare dal Laboratorio di Geomatica diretto dalla Prof.ssa Tucci, i cui risultati non sono solo utili ad ingegneri, architetti, urbanisti ma anche a pubblicitari, agenzie di viaggio, operatori informatici ecc in quanto forniscono una base di dati che possono poi essere rielaborati per ottenere prodotti utili alla promozione e valorizzazione del territorio.  Basti pensare alle ricostruzioni tridimensionali o alle mappe virtuali solo per citare alcuni esempi.

Poi ci sono i giovani, una grande risorsa certamente, ma che va anche stimolata e a cui occorre fornire gli strumenti adeguati affinchè si trasformi in un valore aggiunto. I giovani sono spesso disinnamorati del patrimonio anche perché si pensa che sia un settore ad uso esclusivo di architetti o restauratori mentre ci sarebbe una importante gamma di professionalità collegate che oltre a fornire un supporto indispensabile all’innovazione  sono un sicuro volano economico. Altro asse di lavoro del progetto è quindi la promozione del settore non statale collegato al patrimonio e in particolare dell’imprenditoria giovanile e del cooperativismo. In questo campo una delle azioni principali sarà quella di realizzare i primi 3 laboratori (produzione di APP per portatili, prodotti audio visuali, disegno) di quella che è stata definita “Fabbrica Creativa”, da mettere a disposizione di giovani creatori con il meccanismo delle borse di studio affinchè possano dare sfogo alla loro creatività relazionandola alla salvaguardia e valorizzazione del patrimonio e allo stesso tempo crearsi una professionalità. Si tratta di fatto di un incubatore di imprese giovanili dove i giovani creatori, oltre ad avere  a disposizione i laboratori, saranno accompagnati da percorsi formativi e assistenza tecnica affinchè possano costruirsi la loro esperienza imprenditoriale.

Un supporto tecnico e formativo, anche con il supporto della stessa ARCI e in particolare del Comitato Arci Toscana, sarà dato anche al rafforzamento delle cooperative che lavorano nel settore del restauro già in funzionamento nel centro storico ma che spesso scontano una scarsa preparazione tecnico/gestionale da parte dei loro socio e pertanto poco performanti. Sarà inoltre un risultato specifico del progetto quello di dar vita, a partire dai tecnici del Gabinete di Restauro della OHcH, di una cooperativa di restauro di beni patrimoniali di alto valore storico che possa essere una sintesi tra l’eccellenza professionale dei restauratori della OHcH e l’elasticità di funzionamento di una cooperativa invece che la complessità burocratica di una istituzione pubblica.

Chiaramente il progetto non dimentica che per valorizzare il patrimonio occorre comunque continuare a salvaguardarlo quindi tecniche e tecnologie di intervento diretto in cui gli attori principali saranno sempre la UNIFI, ma il dipartimento di Architettura, e l’Accademia delle Belle Arti di Varsavia che si occuperanno di gestione dei cantieri di restauro e utilizzo della tecnologia laser nella ripulitura dei beni mobili di diversi materiali.

Un discorso a parte infine va fatto per la partecipazione di Assorestuaro, l’associazione che raccoglie le imprese italiane impegnate nel settore del restauro, e il collegamento con il progetto REDI – Scuola di Design e Restauro sostenuto dal Ministero dello Sviluppo economico e dall’ICE – Istituto del Commercio Estero Italiano, il cui ruolo sarà quello  di collegamento tra il mondo accademico e quello imprenditoriale per la formazione pratica su temi di innovazione tecnologica e nuovi prodotti e tecnologie nel campo del restauro attraverso Work Shop tematici tenuti da imprese italiane. Non guasta certo poi un po’ di promozione di quel sano Made in Italy di eccellenza che alcune imprese italiane possono vantare soprattutto in un settore così particolare come il restauro e la conservazione.

Condivido sui social media!