C’est la vie: mostra fotografica a Trapani

di Marco Simoncelli

Nell’ambito del IX Documentary Film Festival Siciliambiente, che si terrà a San Vito Lo Capo (Tp), mercoledì 19 luglio, alle ore 20.45, si terrà l’inaugurazione della mostra fotografica “C’est la vie”. Le immagini esposte sono il frutto di un workshop di reportage realizzato in Camerun con Giulio Di Meo, dal 28 dicembre 2014 al 06 gennaio 2015, nell’ambito del progetto “Rafforzamento della capacità di auto-gestione dei processi di sviluppo a livello locale”, cofinanziato da AICS – Agenzia Italiana per la Cooperazione allo Sviluppo e Unione Europea.

Per capire l’Africa subsahariana e penetrare nella sua essenza non esistono mezze misure. Il contatto diretto con le sue genti, caratterizzate da culture cosi varie e complesse, e la sua natura tanto lussureggiante quanto pericolosa e dura, è ineludibile. Per questa ragione il workshop fotografico in Camerun, organizzato dall’ARCI e ARCS, è stato un’immersione completa nella vita africana fatta di difficoltà e contraddizioni, forgiata da tradizioni e culti religiosi millenari ancora ben radicati, ma soprattutto animata da una forza interiore che le permette di andare avanti trovando sempre una strada per sopravvivere.

Per sei giorni, noi, un gruppo di otto fotografi guidati dal fotografo Giulio Di Meo, abbiamo vissuto a stretto contatto con la popolazione del villaggio di Bankondji, situato vicino alla cittadina di Bafang nella Regione dell’Ovest del Camerun. Raccontare la vita della popolazione con le sue attività, i suoi usi e costumi attraverso il mezzo fotografico è stato fin da subito lo scopo principale di questo progetto. In particolare si è cercato di documentare attraverso gli scatti uno degli ostacoli principali allo sviluppo della zona, l’approvvigionamento d’acqua. Non è un caso, infatti, che l’Arcs (Ong dell’Arci) proprio a Bankondji abbia lavorato alla realizzazione di un impianto idrico che ha finalmente alleggerito la popolazione da alcune difficoltà che ne ostacolano l’emancipazione verso una vita migliore che certamente merita.

Il gruppo ha coinvolto nella realizzazione del reportage alcuni giovani camerunesi interessati alla fotografia, i quali hanno dato un forte contributo. Questo perché non si è trattato solo del tentativo di raccontare attraverso l’istantanea, ma di una continua ricerca di uno scambio culturale, di contatto con la popolazione. Lente passeggiate tra le piccole abitazioni, verso i pozzi e fra i campi dove pazientemente si coltiva caffè, cacao, manioca, banane, ananas, papaye, legumi e palme per produrre olio e vino. Tuffi nei caotici mercati della zona attraverso i mille colori delle vivande e delle vesti che inondano l’obiettivo. La gioia dei giochi dei tantissimi bambini che ti osservano incuriositi e sorridenti. Le tranquille chiacchierate con la gente seguita nelle sue attività o nei piccoli bar mentre si sorseggia una birra locale con il sole africano che tramonta oltre la foresta. Così sono passate le nostre giornate. Modellate da una serenità e da una lentezza che è ormai possibile ritrovare solo in luoghi come questo. L’Africa ti segna dentro lasciandoti cambiato e allo stesso tempo consapevole che anche quando sarai andato via, tutto continuerà a scorrere inarrestabile, proprio come l’acqua e la vita a Bankondji. Questo è ciò che abbiamo cercato di far trasparire dai nostri scatti.

 

Fotografie di: Diego Cantore, Gioia Costanzino, Francesca Di Pietro, Chanceline Emago, Joel Emanuel, Nico Farnese, Francesco Grilli, Andrea Mancuso, André Moussi, Eddie “Sun Boy” Moussi, Laura Pezzenati, Marco Simoncelli, Giovanni Vampa.

Coordinamento ARCS: Federica D’Amico, Lillo Messina

Condivido sui social media!