Servizio civile, i progetti si aprono ai giovani rifugiati

da Vita.it

Il bando per la presentazione dei progetti di Servizio civile universale per il 2018 e in scadenza il prossimo 30 novembre (vedi news) è stato integrato co un paragrafo riguardante i “progetti di servizio civile universale da da realizzare anche con l’impiego di giovani titolari di protezione internazionale ed umanitaria”. L’avviso è stato pubblicato dal Dipartimento della gioventù e del Servizio civile.

In pratica, gli enti di servizio civile iscritti all’albo nazionale e agli albi regionali e delle Province autonome, nonché all’Albo degli enti del servizio civile universale che intendono presentare progetti di servizio civile universale in Italia possono prevedere, nell’ambito degli stessi, una quota aggiuntiva di volontari per un totale di 3.000 posti, riservata a titolari di protezione internazionale ed umanitaria, al fine di garantire a tali soggetti percorsi di inserimento nella vita sociale del Paese attraverso attività di impegno civico, nonché migliorare il loro livello di occupabilità.
Rientrano in questa categoria i cittadini di Paesi terzi, in possesso di permesso di soggiorno a titolo di protezione internazionale o di protezione umanitaria.

Le spese connesse all’impiego di questi volontari sono interamente finanziate con le risorse del Fondo Asilo, Migrazione ed Integrazione (Fami) 2014-2020 ex Regolamento UE n.516/2014 e sono state assegnate al Dipartimento della gioventù e del servizio civile nazionale con un decreto del 10 ottobre 2017 (n. prot. 0014200 ) del ministero dell’Interno. Le risorse saranno assegnate applicando i criteri e le modalità di riparto del Fondo nazionale del servizio civile secondo le previsioni contenute nel Documento annuale di Economia e Finanza.

I progetti che prevedono questi nuovi volontari sono redatti, trasmessi e valutati con le modalità previste dal “Prontuario contenente le caratteristiche e le modalità per la redazione e la presentazione dei progetti di servizio civile nazionale da realizzare in Italia e all’estero, nonché i criteri per la selezione e la valutazione degli stessi” approvato con D.M. 5 maggio 2016, per i progetti di servizio civile da realizzarsi in Italia.
In ogni caso l’impiego di volontari finanziati con il Fami non comporta l’attribuzione di un punteggio aggiuntivo.
I progetti possono realizzarsi unicamente nei seguenti settori di intervento: assistenza, con esclusione dell’area “Immigrati e profughi”; protezione civile; ambiente; patrimonio artistico e culturale; educazione e promozione culturale; inoltre i progetti non possono prevedere l’impiego esclusivamente di “volontari FamiI”, per non vanificare la realizzazione di un sistema di integrazione dei beneficiari di protezione internazionale e umanitaria; e devono prevedere l’impiego di un numero minimo di due “volontari Fami”, in aggiunta al numero minimo di volontari di servizio civile universale previsto dalle disposizioni in materia per i singoli progetti da realizzarsi in Italia. Tra le altre sottolineature contenute nell’avviso si ricorda che i progetti non possono prevedere l’impiego di un numero di “volontari Fami” superiore al numero complessivo dei volontari ordinari previsti nei stessi progetti e finanziati con le risorse del Fondo nazionale per il servizio civile.

I posti dei volontari Fami saranno messi a bando nei limiti delle risorse Fami 2014-2020 assegnate con il citato Decreto del 10 ottobre 2017, secondo l’ordine risultante dalle graduatorie definitive dei progetti determinate dall’applicazione dei criteri di valutazione previsti dal “Prontuario”. Considerato che i posti per questi volontari sono “aggiuntivi e riservati”, si precisa che detti posti non verranno messi a bando qualora nelle graduatorie definitive il progetto risultasse idoneo ma non finanziato a causa della carenza di risorse del Fondo nazionale del servizio civile.

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